Denuncia Pd: «A Vico Equense sparite le spiagge libere»

Salvatore Dare,  

Denuncia Pd: «A Vico Equense sparite le spiagge libere»

«Un pezzo dopo l’altro, sta sparendo ogni tratto di spiaggia libera». La denuncia è del Partito democratico di Vico Equense che, ancora una volta, accende i riflettori sulle condizioni in cui versano gli arenili. I dem, guidati dal segretario cittadino Tommaso de’ Gennaro, chiedono una vera e propria rivoluzione nella gestione delle spiagge a Vico Equense. E lo fanno rimarcando innanzitutto le criticità segnalate anche dai bagnanti: «Colate di cemento, cancelli chiusi per il mare la notte, i regolamenti delle sub-concessioni disattesi (rispetto del bagnasciuga, distanza fra lettini e ombrelloni, docce fredde libere – si legge in una nota del Pd – Le spiagge sono il biglietto da visita di una città che si affaccia sul mare. E lo dovrebbe essere in particolar modo per Vico Equense che rappresenta le porte della penisola sorrentina. La morfologia della nostra costa è particolare. Una particolarità che la rende unica per la sua bellezza. Le spiagge sono piccoli lembi prevalentemente di ciottolo, sovrastate da alti costoni, in alcuni casi difficili da raggiungere. La pressione della “domanda” di spiaggia e di mare è altissima, ben oltre quella dei residenti». Ecco perché i dem sottolineano che «queste caratteristiche rendono quanto mai necessaria l’adozione di una gestione delle spiagge lungimirante che possa garantirne la migliore fruibilità, senza comprometterne la bellezza, per i turisti, i bagnanti che ci raggiungono dai comuni vicini, ma soprattutto per i residenti. Su questo si misura la capacità di un’amministrazione che abbia un minimo di visione e di lungimiranza. Questo sarebbe dovuto avvenire anche e soprattutto in momenti come questi ancora segnati dalle limitazioni dovute al Covid. Invece l’amministrazione, ancora una volta, ha deciso di mettersi di lato e di non voler prendersi la responsabilità gestire quel po’ di spiaggia libera rimasta e nemmeno di introdurre l’utilizzo di quegli strumenti tecnologici che potrebbero garantire efficienza e trasparenza nella gestione di quegli spazi». Le richieste sono chiare: app per gestire e regolare accesso ai parcheggi e alle spiagge (libere e in concessione con gestione in capo al Comune), vigilanza e controllo per il rispetto di quanto previsto dalle concessioni e dalle leggi, eliminazione dei cancelli e aumento delle attività di controllo dell’ordine pubblico sulle marine cittadine. Senza dimenticare ulteriori differenziazioni per le tariffe dei residenti. «Non siamo contro il turismo balneare – dice il Pd – Siamo per valorizzare le spiagge, difenderle e renderle sempre accoglienti, a tutela dell’immagine di chi investe seriamente nel settore e di quella di tutta la città. Le imprese di un territorio ne costituiscono la sua ricchezza. Sono una risorsa da tutelare e difendere. Ma come per tutte le risorse di un territorio è necessario, anche per la loro tutela, regolarne l’attività per assicurare sviluppo e benessere diffuso. Siamo per la difesa dei beni comuni».

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