A Caivano la sfida di don Patriciello alla camorra. ‘C’è paura dopo la ‘stesa’

Redazione,  

A Caivano la sfida di don Patriciello alla camorra.  ‘C’è paura dopo la ‘stesa’

Risuonano forte le campane della parrocchia di San Paolo Apostolo, al Parco Verde di Caivano, a Napoli. Come se volessero chiamare a raccolta i buoni. Sono quasi le 10 .Don Maurizio Patriciello sta completando i preparativi per la prima comunione di cinque bambini. Il giorno prima si era rivolto ai camorristi – autori della “stesa” a colpi di pistola e mitra la sera dell’ 8 luglio – invitandoli a permettere ai più piccoli di partecipare senza rischi alla cerimonia La gente è ancora poca e non c’ è aria di festa. “C’ è paura – dice don Patriciello – quello che hanno fatto giovedì scorso non si era mai visto. Mi chiedo in quale quartiere d’ Europa succedono cose così, qui hanno sparato con i kalashnikov.”. 26 colpi? “Sono i bossoli che hanno trovato, ma erano molti di più. Diciamo la verità, abbiamo fallito”, aggiunge sconfortato, e mostra un video che ha appena girato sulla bretella della provinciale Caivano-Aversa. Oltre ai rifiuti abbandonati, ci sono pezzi di grondaie che contengono amianto. Il parco Verde, un rione costruito con la legge 219/81, e popolato con terremotati e senzatetto provenienti da varie parti delle provincia, è in condizioni di forte degrado. Telefona il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, che annuncia l’ arrivo. I fedeli lo applaudono.

E’ l’ unica autorità presente, istituzioni e politici non ci sono, salvo un consigliere di Municipalità di Napoli, Rino Nasti, che va a stringere la mano al parroco. Ma perché la violenza plateale? La voce è che ai nuovi boss dello spaccio avrebbe dato fastidio la presenza della troupe di una tv estera, che ha fatto parlare i bambini. Nel mirino un ex affiliato, da anni convertito, animatore di una Onlus collegata alla parrocchia. Ma Don Patriciello – che ha cancellato il campo estivo affidato all’associazione – smentisce. “Qualche mese fa c’è stata una cinquantina di arresti, si sono fatti avanti i nuovi, che vogliono affermarsi”, dice. Prima delle 21.30, di giovedì, quando gli spari sono cominciati, nel rione giravano decine di scooter e ciclomotori, con i guidatori che indossavano il casco integrale. Questo ha fatto scattare l’ allarme, come testimoniano alcuni messaggi audio inviati via cellulare.

Officiando la messa, nell’omelia, don Patriciello dedica un passaggio breve alla “stesa”, ma con parole forti. “Quello che è successo è ‘l’ anticamera dell’ Inferno, è una vergogna grande come il Monte Bianco. Lo so che il coraggio, come per Don Abbondio, uno non se lo può dare, ma qui siamo 5 mila, e se continuiamo così non cambierà mai niente”. Venerdì al Parco Verde è giunto il ministro per il Sud Mara Carfagna, dopo un colloquio con la collega degli Interni Lamorgese. E’ cambiato qualcosa? “No. Ma è presto. Intanto qui non c’ è neanche una telecamera”. Il campo per i bambini si farà? “Ci sto riflettendo”. All’ esterno della chiesa si trattiene un gruppetto di fedeli. “I carabinieri non ci hanno fatto passare- racconta uno, riferendosi ai controlli in corso – ma che hanno combinato giovedì ?”

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