Inghilterra-Italia, gli italiani di Londra ci raccontano la finale

Vincenzo Lamberti,  

Inghilterra-Italia, gli italiani di Londra ci raccontano la finale

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Da un lato le maglie azzurre dell’Italia, dall’altro quelle bianche e rosse dell’Inghilterra. A Colchester, piccolo borgo a diversi chilometri da Londra, si gioca un derby tutto in famiglia. Sara Manzo, diciasette anni fa ha lasciato Castellammare di Stabia per la Gran Bretagna. Diploma liceale al “Severi” e la voglia di vedere come era fatto il mondo, soprattutto quello al di là della Manica. E proprio in Inghilterra ha conosciuto John Gaine, impiegato nell’edilizia, ed è scoppiato l’amore. Da sedici anni sono sposati e vivono in Inghilterra e da quell’unione sono nati Peter che di anni ne ha 15 e Sonny che invece ne ha 10.La sorte, in questo Europeo del 2020, ci ha messo lo zampino. E così dopo una serie di partite in cui, a seconda delle sfide la famiglia Gaine ha tifato unita sia per l’Italia che per l’Inghilterra, la finalissima di Wembley, in programma questa sera, ha messo i Gaine-Manzo contro.“Noi siamo sicuri di vincere – spiega Sara, mettendo in mostra la sua maglia azzurra – e Peter è d’accordo con me”.Spiega anche perché il primogenito, nonostante sia inglese al 100% preferisca i colori azzurri. “Lui è sempre dalla parte della mamma – racconta con un pizzico d’orgoglio – e quindi oltre a tifare Napoli e Juve Stabia insieme, ora tiferemo anche Italia così come abbiamo fatto in queste settimane”. Dall’altro lato, invece, John e Sonny non la pensano così. “Loro sono inglesi nell’animo e ormai già da qualche giorno ci stanno consumando… i timpani con la canzoncina secondo la quale “It’s coming home” (il calcio sta tornando a casa). Io invece, così come tanti altri italiani qui, l’ho trasformata in “It’s coming Rome” e speriamo vada così” dichiara sorridendo Sara.Anche la visione della partita sarà perfettamente divisa. “John e Sonny mangeranno noccioline e mio marito berrà la birra. Io e Peter, invece, ci faremo uno spaghetto per evidenziare ancora di più le nostre origini”.Una partita da vedere in casa e con pochi amici. Motivi diciamo di “sicurezza” ma anche e forse motivi scaramantici alla base della decisione: “Beh diciamo che vedere la partita in qualche locale con la maglia dell’Italia non credo venga ben apprezzato” scherza Sara.“La verità è che vogliamo essere liberi di esultare e di urlare quando segnerà l’Italia” scherza Sara. E poi a Sara proprio non va giù che vi siano alcuni italiani, trasferiti da anni in Inghilterra, che per “piaggeria” scelgono di tifare per la squadra di Southgate: “Sono dei venduti, io tiferò per sempre Italia anche tra 50 anni” scherza ancora Sara. Ma John non la pensa così e Sonny, suo figlio, gli dà man forte: “Vinciamo noi mamma”.Divisi anche sui gesti scaramantici da fare prima del fischio d’inizio. “Noi ascoltiamo in piedi l’inno nazionale – racconta Sara mentre Peter sorride – e ci piace gridare forte “Italia chiamò”. John, invece, sceglie un rito più personale per assicurarsi la vittoria inglese: “Metto sempre lo stesso intimo” dice arrossendo un po’. Sonny, invece, ha cambiato tutte le magliette fino a quando l’Inghilterra non ha iniziato a vincere.Il calcio, nella famiglia Gaine-Manzo, è uno dei pilastri. Sonny tifa per il Manchester City, suo padre John per lo United. Ma quando chiedi chi sarà decisivo nella finalissima di questa sera a Wembley, la famiglia si “spacca” ancora una volta. “Io e Peter – dichiara fiera Sara – siamo sicuri che Chiesa e Insigne saranno decisivi. Chiesa – spiega dimostrando anche una certa competenza – è in un momento eccezionale. Credo molto in lui”. Anche se, pochi secondi prima del gol col Belgio, il talento di Frattamaggiore era finito nel mirino di Sara: “Gli ho urlato passala… basta col tiro a giro. Ed invece ha segnato” ride di gusto.Peter, invece, crede nella forza del gruppo: “Per me tutti sono decisivi” e strizza l’occhiolino. John, invece, punta tutto su Sterling, suo figlio Sonny su Kane. Ma la partita è decisiva soprattutto per ciò che tutta la famiglia ha scommesso: “Se gli inglesi – li chiama proprio così Sara –perdono, saranno servi miei e di Peter per tutta la settimana”. Ma c’è anche un premio in palio: il pallone dell’Europeo con le firme degli sconfitti. E allora vada come vada, in casa Gaine-Manzo stasera qualcuno festeggerà.

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