Torre del Greco, la stele del questore-eroe dimenticata tra i rifiuti

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, la stele del questore-eroe dimenticata tra i rifiuti
La stele sepolta da arbusti e rifiuti

Torre del Greco. La stele in pietra lavica è completamente coperta dagli arbusti degli alberi e dalle erbacce incolte. Davanti al «recinto» del monumento due auto – a dispetto del divieto in bella mostra – stazionano in sosta selvaggia, coprendo totalmente la visuale. E poi, tutto intorno, il nuovo «simbolo» della città un tempo nota in tutto il mondo: cumuli di rifiuti d’ogni genere, dimenticati da giorni sotto il solleone.

E’ lo stato di degrado e abbandono in cui versa l’opera realizzata dallo scultore Vincenzo Borriello e dedicata al questore-eroe Giovanni Palatucci, pronto – durante la seconda guerra mondiale – a salvare la vita di migliaia di ebrei: uno stato di degrado e abbandono denunciato in varie occasioni all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba, fino a oggi rimasto «sordo» agli appelli provenienti dal quartiere di Sant’Antonio e non solo. Eppure, proprio il parcheggio in cui durante il primo mandato da sindaco di Ciro Borriello è stato realizzato il monumento dovrebbe diventare un’area di sosta a pagamento per «migliorare la vivibilità – la tesi di Giovanni Palomba – e la sicurezza dell’intera zona».

L’ennesimo impegno destinato, vista la scarsa attenzione e gli inesistenti controlli registrati fino a oggi, a restare lettera morta. Con buona pace del questore-eroe e di chi si indigna per l’ennesimo scempio all’ombra del Vesuvio. Non a caso, la vicenda relativa allo «schiaffo» a Giovanni Palatucci è stata segnalata alla polizia di Stato per eventuali accertamenti: «Vedere il perdurare dell’abbandono impietoso del monumento dedicato all’eroe Giovanni Palatucci è una tristezza indicibile – denuncia il professore in pensione Antonio Borriello – L’austera stele, in un unico blocco di pietra lavica con il volto del giovane questore è letteralmente offuscata da arbusti, erbacce e sporcizia. Perfino lo spot che illuminava di notte il cippo è da tempo fuori uso».

Ma nessuno vede, nessuno controlla e nessuno interviene. «Domina la più totale noncuranza – conclude lo studioso -. Anzi, l’intera e vasta area adiacente alla stele versa in evidente degrado. Una condizione insopportabile, una grave offesa alla memoria di un poliziotto che è stato fulgido esempio di altruismo e di autentico servitore dello Stato». Prima di avere la «sfortuna» di finire in un parcheggio della città dei rifiuti.

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