L’allarme del procuratore antimafia De Raho: «Camorra, mire sul voto. La politica faccia selezione tra i candidati»

Salvatore Dare,  

L’allarme del procuratore antimafia De Raho: «Camorra, mire sul voto. La politica faccia selezione tra i candidati»

«I candidati devono farsi promotori di interessi legali». Lo sta ripetendo da settimane perché subito dopo l’estate ci saranno le Amministrative e la possibilità che la camorra possa ancora una volta mettere le mani sulle elezioni è tremendamente reale. In Campania ci sono 140 Comuni – tra cui Napoli, Salerno e Caserta – che torneranno al voto in un clima pesante, con la crisi dovuta all’effetto Covid che continua ad annientare l’economia. È proprio così che si possono spalancare le porte alle infiltrazioni dei clan e il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, da lunedì cittadino onorario di Meta, rimarca la necessità di rinforzare il sistema di controllo.

Procuratore, qual è la misura da attuare per evitare che sul voto possa esserci l’influenza della camorra?

«Bisogna selezionare bene la classe politica, non farlo è un pericolo. Nel momento in cui c’è esposizione politica sul territorio è necessario che coloro che sono destinati a garantire e amministrare le città siano persone al di sopra di ogni sospetto, prive di compromessi con centri di potere illegali, camorristici e mafiosi. Ma non è tutto, c’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione».

Ovvero?

«È fondamentale che chi aspira al governo di una comunità poggi la propria capacità elettiva su gruppi corretti, leali, trasparenti e, aspetto non secondario, capaci di dare forza alla comunità senza favorire interessi illegali».

Interessi che, dottor De Raho, evidentemente non riguardano solo la politica. Sul territorio il rischio di infiltrazioni camorristiche è di stretta attualità, soprattutto per l’economia.

«Questo pericolo c’è sempre. Ma nel contempo va rimarcato anche che abbiamo forze di polizia e professionalità in possesso della capacità di rilevare prontamente le presenze sospette sul territorio di soggetti riconducibili ai clan camorristici o comunque portatori di interessi non legali».

Bisogna temere anche possibili infiltrazioni nel turismo, pilastro dell’economia campana?

«Il rischio esiste. Siamo in un momento difficile in cui bar, locali, ristoranti e alberghi sono stati in difficoltà e probabilmente continuano ad esserlo mentre la camorra ha ricchezza. La criminalità organizzata possiede liquidità straordinarie a dispetto delle persone che hanno sempre lavorato in modo leale e con correttezza. A queste realtà bisogna stare vicinissimi trovando un percorso per aiutarle e sostenerle».

Lo stesso bisogna fare coi giovani. Nei giorni scorsi, prima a Pompei, poi a Castellammare di Stabia e Somma Vesuviana, ci sono stati accoltellamenti, risse e aggressioni con il coinvolgimento di minorenni. Come si salvano questi ragazzi?

«È indispensabile che nella scuola, nell’istruzione e nel controllo del territorio ognuno svolga il proprio ruolo con impegno. Credo sia necessario educare i ragazzi e controllarne la frequenza scolastica facendo in modo che non ci siano derive che spesso sono originate dall’incapacità di portare avanti un sistema di prevenzione pure in termini sociali».

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