Bordo: «La Turris non ha segreti per me»

metropolisweb,  

Bordo: «La Turris non ha segreti per me»

Lorenzo Bordo è l’ultimo colpo messo a segno da Rosario Primicile.
Il centrocampista viterbese non vede l’ora di mettersi a disposizione di Caneo (oggi c’è il raduno) ed ai nostri microfoni racconta un particolare aneddoto legato proprio alla città dei fiori e del corallo: “Conoscevo già Torre del Greco e la Turris perché, qualche anno fa, ho avuto mister Agostino Iacobelli il quale, essendo torrese doc, mi parlava spesso delle sue origini e della squadra della sua città. Poi fino alla scorsa stagione ho avuto un altro allenatore napoletano come Colavitto. Diciamo che conosco bene anche la vostra lingua (ride ndr). Collegando un po’ tutti questi punti forse venire a giocare qui era nel mio destino”.
Quella con la Turris è stato un affare lampo
“E’ stata una trattativa di due giorni, avevo richieste anche da altre società. Ho apprezzato subito la forza e la decisione del direttore che ha spinto per questo trasferimento. Ho avuto referenze positive sulla società ed appena mi hanno formalizzato l’offerta non ci ho pensato su due volte”.
E’ vero che dietro al tuo arrivo c’è anche lo zampino di Leonetti?
“Il direttore si è sentito prima con il mio agente e poi ha chiamato anche Vito il quale gli ha parlato bene di me. Con Leonetti ho un rapporto speciale, è un ragazzo splendido ed un calciatore speciale e lo vedrete anche a Torre. Sono felice di poter giocare per il terzo anno consecutivo con lui. Entrambi speriamo di toglierci le soddisfazioni avute a Matelica anche con questa maglia”.
Puoi descrivere le tue caratteristiche a chi ti conosce poco.
“Principalmente sono uno a cui piace fare bene le due fasi di gioco, nel calcio moderno non puoi fare solo difesa o attacco. Nelle mie corde c’è sempre il palleggio ma crescendo e salendo di categoria ho affinato la fase difensiva. Arrivo in un settore di campo dove ci sarà grande concorrenza, sarà un aspetto stimolante per tutti: ci spingerà a dare sempre il massimo. Andare al campo e sapere che ti devi guadagnare la fiducia del mister e dei compagni è importante. Concorrenza però non vuol dire che non si possa essere amici tra due che si giocano il posto”.
Avevi un idolo da piccolo?
“Steven Gerrard era il prototipo di calciatore che provavo ad emulare. Oggi direi Kroos”.
Con quale numero di maglia ti vedranno i tifosi?
“Avevo chiesto il 5 ma era già occupato da un ragazzo che sta lì da più tempo di me. Ragion per cui ho optato per l’8”.
Tra poco nello spogliatoio dovranno chiamarti Dott. Bordo
“Mi mancano due esami per conseguire la magistrale di scienze motorie. Successivamente vorrei fare altri due anni per fare poi il nutrizionista. Lo studio per me è stata una cosa che mi ha sempre appassionato. Non ho studiato per fare l’esame ma per la sete di sapere”.
Torre può essere la consacrazione?
“Ho fatto questa scelta pensando agli stimoli che una piazza del genere può darti. E’ uno step importante sul piano mentale e calcistico per la mia carriera. Sono felice e frenetico di misurarmi con una realtà del genere perché ti fa sentire giocatore vero. Sono stato sempre in piazze tranquille ma era giunto il momento di misurarmi con qualcosa di diverso. Ho toccato subito con mano l’organizzazione di questa società”.

Bruno Galvan

CRONACA