Castellammare, gli operai Fincantieri ancora in sciopero dopo il blocco stradale

vilam,  

Castellammare, gli operai Fincantieri ancora in sciopero dopo il blocco stradale

Castellammare. Sono partiti dal cantiere con fischietti e striscioni. La rabbia degli operai di Fincantieri, che da settimane chiedono risposte sul futuro dello stabilimento, è esplosa in una calda mattinata di luglio. Hanno raggiunto la Statale Sorrentina e l’hanno bloccata. Imprigionando tutte le città del comprensorio in un traffico infernale. “Ci dispiace se qualcuno stamattina soffrirà disagi – le parole di uno dei leader della protesta – ma solo così le nostre parole possono arrivare a chi deve decidere”. Striscioni al centro della strada, barchette di carta sui marciapiedi: di carta come le promesse che gli operai temono siano state loro fatte dalla politica e da chi deve prendersi la responsabilità degli impegni. Tre anni fa hanno promesso un investimento che superava i 100 milioni di euro. Oggi, invece, cercano un confronto che non arriva. Caschi bianchi sulla testa, mascherine che nascondono gli occhi lucidi. E gli slogan “lavoro, lavoro” che risuonano in un pezzo di strada vuoto. “Fincantieri dovrebbe essere un vanto italiano. Io credo che qualsiasi paese vorrebbe uno stabilimento come il nostro sul mare. Invece noi ci permettiamo di fare gli schizzinosi” urla un operaio. Sullo sfondo la “guerra” tra turismo e lavoro, il piano dell’autorità portuale che vorrebbe incentivare la presenza di navi da crociere anche a Castellammare. “Io abito in penisola sorrentina- spiega un altro operaio – volete che non sappia cosa significhi vivere di turismo? Ma perché queste due cose debbono essere in conflitto. Noi di Fincantieri non vogliamo la morte del turismo, ma nessuno deve augurarsi che noi chiudiamo”. E’ una storia fatta di lavoro e fatica, di pane e ore sotto il sole. E’ una storia che spesso si incrocia con le grandi emergenze italiane. “Nel nostro stabilimento – spiega una tuta blu – abbiamo realizzato i cassoni per la Costa Concordia. Qui abbiamo fatto le opere per il nuovo ponte Morandi. Ma qui abbiamo fatto la Trieste, un’opera magnifica per la quale è venuto anche il Presidente Mattarella. Come si fa a dimenticare quello che abbiamo dato al nostro Paese?”. Puntano sull’orgoglio, sul senso di appartenenza, sul sentirsi tutti uomini di Fincantieri. Quando la protesta si chiude, gli operai lasciano la Statale Sorrentina. Ma il ritorno in fabbrica apre nuove polemiche. Motivo per il quale viene deciso ad horas uno sciopero di tutta la giornata, che durerà anche oggi. “Noi non torniamo indietro, difendiamo la fabbrica e il lavoro. Difendiamo Castellammare” urlano gli operai. Ribadisce il suo impegno Fincantieri: “L’azienda ha sempre fatto il proprio dovere e ribadisce l’impegno per continuare ad assicurare sviluppo e occupazione al cantiere di Castellammare di Stabia. Per questo motivo non consideriamo lo sciopero di ieri una protesta contro la società”.

CRONACA