Il limoncello distillato con l’alcol delle sanificazioni anti-Covid: 9mila bottiglie sequestrate

Mario Memoli,  

Il limoncello distillato con l’alcol delle sanificazioni anti-Covid: 9mila bottiglie sequestrate

Alcool denaturato e disinfettante destinato all’uso industriale e alla sanificazione, impiegato ad esempio per il gel anti-Covid, utilizzato per produrre limoncelli e amari. Una frode alimentare pericolosissima per la salute dei consumatori con le bottiglie pronte a essere vendute sul libero mercato, ovviamente senza tracciabilità, neppure fiscale del prodotto. Indagati 20 imprenditori, titolari di aziende nell’Agro nocerino sarnese, in Valle dell’Irno, a Poggiomarino e Cava de’ Tirreni. Perquisizioni e sequestri sono stati eseguiti dalla guardia di Finanza su coordinamento della Procura di Napoli Nord guidata da Carmine Renzulli: nel mirino depositi situati a Sarno, Angri, Pagani, Poggiomarino, Cava de’ Tirreni, Fisciano e Mercato San Severino dove sono stati scoperti disinfettanti anticovid e alcol di origine estera, oltre a ingenti confezioni di vini e champagne e di olio evo adulterati. L’indagine denominata «Bad Drink» ha portato al sequestro di 2.800 litri di alcol, numerose confezioni di vini e champagne, oltre 9mila bottiglie di liquori e 900 bottiglie di olio extravergine d’oliva oltre a 300mila fascette false delle migliori marche di bevande che venivano apposte sulle bottiglie; ad un indagato sono stati sequestrati soldi e titoli. Sigilli anche per olio di semi di girasole spacciato per extravergine. Per gli inquirenti si tratta di un’organizzazione che ha evaso in modo massiccio le tasse, in particolare le accise, visto che l’alcol per disinfettare non è soggetto al pagamento dell’imposta quando viene introdotto in Italia, ma in questi casi il prodotto veniva utilizzato per le bevande alcoliche. La gang avrebbe anche contraffatto sigilli di Stato e generi alimentari di prima necessità.  Fondamentale per l’avvio dell’indagine è stato l’apporto del dipartimento anti-frode del ministero delle Politiche agricole, che nel 2019, tramite gli ispettori dell’Unità Investigativa Centrale dell’Icqrf (Ispettorato Centrale Repressione Frodi), iniziò ad indagare su alcune bottiglie di champagne contraffatto sequestrate a Napoli dalla Polizia di Stato. Si ricostruì la catena di comando e si scoprì così che dietro quelle bottiglie, c’era un’organizzazione criminale ben organizzata che utilizzava alcol denaturato per produrre ogni tipo di bevanda; l’assunzione di tali bevande nel tempo può provocare danni alla salute di ignari cittadini. Ulteriori accertamenti sulla frode alimentare proseguiranno anche sui canali di distribuzione.

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