Torre del Greco, l’abbraccio fatale del Pd a Palomba: «Basta chiacchiere, torniamo a votare»

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, l’abbraccio fatale del Pd a Palomba: «Basta chiacchiere, torniamo a votare»
Il segretario cittadino del Pd Salvatore Romano con il sindaco Giovanni Palomba

Torre del Greco. Dai sorrisi scintillanti a favore di telecamera all’improvviso «abbraccio mortale». In meno di due settimane. L’ultimo colpo di scena all’ombra del Vesuvio porta la firma del segretario cittadino del Pd, pronto – all’indomani dell’ultimo attacco politico arrivato dal centrodestra – a lanciare il guanto di sfida ai consiglieri comunali seduti tra i banchi dell’opposizione, invitati a chiare lettere a trasformare le «chiacchiere da bar» in azioni concrete per mandare a casa il sindaco Giovanni Palomba e la sua maggioranza: «Rassegnate le dimissioni e restituite la parola agli elettori», l’invito di Salvatore Romano. Inevitabilmente, destinato a scatenare nuove polemiche e veleni.

Amore & odio

La levata di scudi arriva a due settimane dall’incontro organizzato in Litoranea dai vertici del Pd, a cui Giovanni Palomba – già in odore di «sfiducia» e tagliato fuori dal tavolo dei relatori – si era presentato a sorpresa. Una partecipazione interpretata da partiti e civiche di centrodestra – complici le foto diffuse attraverso i social – come l’ennesima prova del «legame» tra il Pd e lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio. Un’interpretazione – a dispetto degli ampi sorrisi immortalati in uno scatto della serata – respinta al mittente da Salvatore Romano, in verità sempre critico con la carovana del buongoverno uscita vincitrice dalle elezioni delle 20 euro del 2018:  «Il Pd è una forza di governo in Regione e in varie città, ma non certamente in consiglio comunale a Torre del Greco – la premessa del segretario cittadino dei dem -. A noi piace parlare di «fatti», lasciando volentieri le chiacchiere ai partiti di centrodestra e ai movimenti che per nascondere maldestramente i propri fallimenti e l’attaccamento alle poltrone, addirittura provano a ribaltare le responsabilità sul Pd che, a loro dire, sosterrebbe questa amministrazione comunale». Insomma, un netto dietrofront rispetto alle «dichiarazioni d’amore» arrivate da varie correnti dei dem.

Il guanto di sfida

Di qui, la sfida all’opposizione di palazzo Baronale: «Questi mistificatori della realtà farebbero bene a utilizzare il prezioso strumento di cui dispongono: le dimissioni dei propri rappresentanti in consiglio comunale – l’attacco frontale di Salvatore Romano -. Invece non sono stati capaci di presentare neanche una mozione di sfiducia al sindaco, segno che la poltrona è comoda». Poi l’analisi di tre anni fallimentari e la «candidatura» in vista del voto: «Il Pd è pronto a raccogliere la sfida – conclude Salvatore Romano – Torre del Greco ha bisogno di un governo capace di affrontare i problemi dei rifiuti, del diserbamento, del decoro urbano. Temi su cui si registrano costanti inefficienze dell’amministrazione comunale, incapace di dare adeguate risposte. Allora, tutti dovrebbero rassegnare le dimissioni e restituire la parola agli elettori».

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