Il business dell’oro nero, 4 camionisti fermati a San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Il business dell’oro nero, 4 camionisti fermati a San Giuseppe Vesuviano

I carichi di gasolio importati dall’Est Europa, un giro d’affari di contrabbando che tra Napoli e la provincia vesuviana trova terreno fertile andando a ingigantire un business che continua a far gola alle organizzazioni criminali del territorio. Potrebbe esserci tutto questo dietro il sequestro effettuato dai finanzieri della compagnia di Ottaviano alla fine del mese di giugno. Le forze dell’ordine hanno intercettato un grosso camion in via Martiri di Nassiriya, a San Giuseppe Vesuviano, ed hanno bloccato 4 persone. Tra questi due autotrasportatori napoletani, un “gancio” della zona e un camionista polacco. Attorno a loro ruota l’indagine coordinata dagli uffici della procura che ha acceso i riflettori sul business dell’oro nero. Un giro d’affari che si concentrerebbe proprio all’ombra del Vesuvio attraverso una rete di traffici illeciti che le fiamme gialle intendono smantellare. Per ora si indaga soltanto, sulla base dell’operazione portata a termine poche settimane fa che è diventata inevitabilmente il punto di partenza di un’inchiesta ben più ampia e destinata a ricostruire le rotte del contrabbando di gasolio dai paesi dell’Est Europa fino ai territori del Vesuviano. Il punto di partenza della vicenda è l’operazione portata a termine dagli uomini della guardia di finanza di Ottaviano a fine giugno. I finanzieri fermano in un parcheggio per autoarticolati di via Martiri di Nassiriya 4 persone. Ciro Madonna, autotrasportatore, viene sorpreso su un camion di targa polacca a maneggiare contenitori contenenti liquido. Suo padre Marco viene beccato tra i due autoarticolati – quello su cui viaggiava con il figlio e quello polacco – mentre utilizzava una pompa elettrica per il travaso dei liquidi. Francesco Sebeto anche viene sorpreso tra i due autoarticolati a maneggiare i tubi della pompa elettrica. Mentre Szymon Kosakowski, camionista polacco, assiste alle operazioni. Agli inquirenti riferirà che quel liquido è «olio lubrificante». Al termine delle operazioni le forze dell’ordine scoprono diecimila litri di liquido carburante. Gli accertamenti delle forze dell’ordine vanno avanti per settimane. I due Madonna, difesi dall’avvocato Massimo Autiero del foro di Torre Annunziata, vengono ascoltati – per delega – dagli investigatori. Nessuno riferisce nulla. Ma i controlli delle forze dell’ordine dopo il sequestro portato a termine a San Giuseppe Vesuviano non si sono fermati. Tra l’hinterland vesuviano e l’area a nord di Napoli controlli sugli autoarticolati alla ricerca di gasolio di contrabbando vanno avanti senza sosta. Il tentativo è quello di smantellare un giro d’affari milionario sul rifornimento di carburanti in tutta la provincia.

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