Minacce di morte al sindaco di Terzigno dopo i rincari per la Tari

Andrea Ripa,  

Minacce di morte al sindaco di Terzigno dopo i rincari per la Tari

Dopo l’approvazione del nuovo piano economico finanziario mai avrebbe pensato di dover chiedere aiuto alle forze dell’ordine. Eppure Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno finito al centro delle polemiche negli ultimi giorni per gli aumenti sulla Tari, è stato costretto a farlo. I social spesso possono trasformarsi in una macchina infernale, in un luogo dove vengono sfogate le più profonde frustrazioni. E quando si oltrepassa il limite è giusto fermarsi un attimo. Le minacce di morte ricevute da un utente – un autotrasportatore di Terzigno – che commentando sui social un post di un consigliere di minoranza, il quale criticava la manovra economica adottata dall’Ente, sono finite al centro della discussione. E non soltanto politica. «Riferite al sindaco che a breve, quando meno se lo aspetta, gli uscirà sangue da tutte le parti del corpo. Lo rimango morto a terra», si legge nel post incriminato finito anche sulla scrivania dei vertici della locale stazione dei carabinieri. Poche parole che sono segnale di quanto sia pericolosa la deriva social, un mezzo di comunicazione dove sempre più spesso trovano terreno fertile violenza e ignoranza. E il sindaco, che anche grazie ai social ha costruito il suo grande consenso, mai avrebbe pensato di dover fare i conti con minacce di morte. Per lo più dopo una delibera di consiglio comunale. «Mi tutelerò nelle sedi opportune. Subisco sempre in silenzio, ma stavolta non posso far finta di nulla», ha spiegato il primo cittadino di Terzigno. Annunciando di essere pronto a presentare una denuncia contro chi lo ha pesantemente minacciato. Una vicenda sfuggita dal controllo dei politici scoppiata subito dopo il contestato consiglio comunale tenutosi martedì sera in città. Una seduta durata poco più di dieci minuti in totale – votazioni comprese – che ha scatenato il dibattito politico in città. La maggioranza ha approvato gli atti – tra cui la mazzata sulla Tari – senza alcuna discussione e senza attendere l’ora di tolleranza per l’avvio dei lavori in consiglio comunale. Il risultato è stato che l’opposizione non è arrivata in tempo in sala consiliare per la discussione e la maggioranza si è approvata tutte le delibere, senza neanche aprire un dibattito. Da lì la rabbia social dei consiglieri dell’intera minoranza. Tutti hanno cliccato sulle tastiere dei propri smartphone per esprimere dissenso, anche con toni forti, nei confronti del sindaco e dei suoi fedelissimi che hanno preferito sfuggire al confronto su tematiche così importanti e delicate. Post che sono tutti finiti sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine. Tra i commenti la minaccia di morte, segnale di una situazione ormai fuori controllo.

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