Castellammare, nuovi controlli sugli atti: in arrivo la proroga per la commissione d’accesso

Tiziano Valle,  

Castellammare, nuovi controlli sugli atti: in arrivo la proroga per la commissione d’accesso

Ventisette giorni di tempo per completare il lavoro e documentare se ci sono state infiltrazioni della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia. La commissione d’accesso che si è insediata a Palazzo Farnese lo scorso 26 maggio è impegnata a eseguire le verifiche disposte dal Ministero dell’Interno, ma l’attività è in pieno svolgimento e anche questa settimana gli ispettori hanno acquisito alcuni documenti che dovranno essere controllati. Per questo motivo si fa sempre più concreta l’ipotesi di una proroga che potrebbe essere concessa, per altri tre mesi, proprio per consentire alla commissione d’accesso di completare le verifiche. Finora gli investigatori si sono concentrati sulle parentele scomode con esponenti della criminalità organizzata da parte di almeno quattro consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Ma un lungo lavoro, da parte degli ispettori, è stato condotto anche sulla gestione dei beni confiscati, sui condoni e i permessi a costruire rilasciati dal Comune, e soprattutto gli appalti gestiti da ditte poi colpite da interdittive Antimafia. E’ questo uno degli aspetti più intricati sui quali si sono concentrati gli investigatori. Nel mirino sono finiti gli appalti per i servizi cimiteriali, sia per quanto riguarda i funerali che la gestione delle luci votive. Tre ditte operanti in questo settore nel corso degli ultimi tre anni sono state colpite da interdittive Antimafia e gli ispettori sono impegnati a fare luce sulla gestione di questi appalti da parte del Comune. Nel mirino della commissione d’accesso, inoltre, c’è il servizio d’igiene urbana. Sono stati acquisiti i documenti relativi alle assunzioni nella ditta che gestisce il servizio e il capitolato d’appalto, con l’obiettivo di comprendere cosa non ha funzionato e in particolare se ci sono state ingerenze della criminalità organizzata. Insomma, verifiche su aspetti molto importanti della gestione amministrativa che stanno impegnando gli ispettori chiamati a chiarire una volta e per tutte se la camorra è riuscita a mettere le radici all’interno del Comune. Un esito molto atteso anche dalla politica stabiese. Nel caso il Consiglio dei Ministri, al termine del lavoro della commissione d’accesso, dovesse decidere di sciogliere il consiglio comunale per infiltrazione camorristica, a Castellammare arriverebbero i commissari prefettizi per almeno 18 mesi. In caso contrario, invece, è probabile che l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Gaetano Cimmino riesca ad arrivare alla fine naturale del mandato e presentarsi, a quel punto, al giudizio degli elettori per la tornata del 2023. Tutto, ovviamente, dipenderà dagli esiti degli accertamenti della commissione d’accesso che salvo sorprese dovrebbero arrivare a fine autunno e consentiranno finalmente di capire se la camorra è riuscita o meno a condizionare le scelte amministrative a Castellammare.

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