Scafati, No-vax ricoverato per Covid: rifiuta le cure, poi peggiora e le implora

Adriano Falanga,  

Scafati, No-vax ricoverato per Covid: rifiuta le cure, poi peggiora e le implora

«Il Covid non esiste, ho solo una polmonite». Rischia di finire intubato in terapia intensiva, il “no vax” ricoverato al polo Covid “Scarlato” di Scafati. Arrivato al pronto soccorso la sera di giovedì 29 luglio, l’uomo, un sessantacinquenne di Sarno, presentava gravi problemi respiratori e un quadro clinico tipico dell’infezione da Covid 19. Negazionista convinto, agli operatori sanitari ha dichiarato di non essere vaccinato «perché inutile, tanto il Covid non esiste». Non solo, pur di sostenere le sue tesi, insisteva affinché fossero chiamati i carabinieri perché non si fidava di ciò che avrebbero scritto i medici sul referto, e le cure a lui prescritte. «E’ solo una comune polmonite» ripeteva il sessantacinquenne, ma le sue condizioni di salute non erano delle migliori, tanto da rendersi necessario il ricovero in sub intensiva. Per aiutarlo nella respirazione i medici gli hanno anche dovuto applicare una maschera Cipap ad alti flussi, non escludendo l’ipotesi di stabilire un trasferimento presso il reparto di Rianimazione per essere intubato, qualora le condizioni non fossero migliorate. Il giorno dopo, avendo forse realizzato la gravità della situazione, il sessantacinquenne di Sarno (ma residente nel nord Italia), è apparso piuttosto preoccupato, soprattutto per i figli piccoli che sono a casa. Non è chiaro se anche loro siano stati contagiati. Attualmente il nosocomio di Scafati ha operativo il solo reparto di pneumologia Covid al terzo piano, dove sono ricoverati sei pazienti. La metà non è vaccinata, mentre gli altri hanno ricevuto una sola dose del siero contro il Covid 19. Le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni. «Io volevo vaccinarmi, ma i miei nipoti non mi hanno voluta accompagnare» le parole di un’anziana paziente ricoverata a Scafati. Polmonite da Covid anche per un giovanissimo extracomunitario appena ventenne, anche lui arrivato da Sarno. Nel complesso la situazione allo Scarlato è decisamente tranquilla, al contrario dell’anno scorso, quando con contagi in calo il nosocomio aveva pieni sia il reparto di malattie infettive che il pneumoCovid. Oggi il primo è stato momentaneamente chiuso, con i medici trasferiti, non senza polemiche, all’Umberto primo di Nocera Inferiore. Una scelta dettata dall’esigenza di supportare gli operatori del pronto soccorso, in sottorganico. In questi giorni anche alcuni  pneumologi sono stati momentaneamente trasferiti tra l’ospedale nocerino e quello di Pagani. Tramite una manifestazione di interesse, il direttore sanitario Maurizio D’Ambrosio ha disposto anche il trasferimento degli infermieri in esubero presso le altre due strutture del Dea Nocera-Pagani-Scafati.

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