Asl Napoli 3 Sud: il clan e l’affare soccorsi, 3 pentiti svelano le ingerenze di Scanzano

Gaetano Angellotti,  

Asl Napoli 3 Sud: il clan e l’affare soccorsi, 3 pentiti svelano le ingerenze di Scanzano

Casola e Lettere sono ancora sotto choc dopo la tragedia che ha portato alla morte di Aniello Vicedomini, il 68enne morto all’ospedale Cardarelli dove era arrivato in fin di vita perché – come raccontato dai parenti – il personale dell’ambulanza che lo aveva trasferito dal San Leonardo non si sarebbe accorto che la bombola alla quale era attaccato aveva esaurito l’ossigeno. Nella giornata di oggi il pm Stella Castaldo della procura di Napoli dovrebbe conferire l’incarico al medico legale che eseguirà l’autopsia sul corpo del 68enne. Solo dopo la salma, dal Secondo Policlinico di Napoli, raggiungerà Casola dove si potranno celebrare i funerali, nella chiesa madre del paese: Aniello Vicedomini era infatti uno degli storici portatori della statua  di Sant’Antonio, del santo patrono della piccola cittadina dei Lattari. Cittadina sconvolta dalla notizia della sua tragica scomparsa, così come la vicina Lettere, dove risiedeva. Una tragedia sulla quale pesano come macigni le accuse dirette dai familiari al personale dell’ambulanza che ha effettuato il trasferimento dal San Leonardo al Cardarelli, al reparto di Pneumologia dove Aniello Vicedomini doveva essere ricoverato a causa delle difficoltà respiratorie di cui soffriva a causa della fibrosi polmonare idiopatica di cui era affetto, acuite dal caldo torrido di questi giorni. Proprio la gestione del servizio 118, del resto, è finito più volte nell’occhio del ciclone. Anche a Castellammare, in particolare relativamente all’appalto che, secondo diversi collaboratori di giustizia, sarebbe finito in mano a personaggi legati alla camorra. Almeno tre i pentiti che ne parlano: gli ex killer Salvatore Belviso e Pasquale Rapicano, e il pusher Valentino Marrazzo, che tra l’altro per un periodo ha lavorato proprio sulle ambulanze di una cooperativa privata a Castellammare di Stabia. Sotto osservazione c’è il bando promosso per l’assegnazione delle postazioni alle Onlus. Il sospetto degli investigatori è che proprio attraverso alcune associazioni di volontariato le organizzazioni criminali riescano a infiltrarsi nell’appalto, fingendo tra l’altro di offrire rimborsi (da fame) ai volontari, che lavorano anche per 12 ore al giorno.Dagli atti allegati all’inchiesta Olimpo, inoltre,  spuntano documenti che riguardano l’avvio di un lavoro investigativo cominciato sei anni fa e i cui risultati sono per ora sconosciuti. Un’indagine che per quanto riguarda la Sanità ha riguardato le verifiche sull’assegnazione degli appalti – tra il 2008 e il 2009 – relativi al servizio di pulizia degli ospedali e di trasporto degli infermi, oltre che l’affidamento delle ambulanze da parte di alcune strutture private. Stando alle rivelazioni del pentito Salvatore Belviso – ex reggente di Scanzano poi passato a collaborare con la giustizia – in questo settore avrebbero operato parenti di esponenti di spicco del clan D’Alessandro. Personaggi con i quali lo stesso ex killerdella cosca di Scanzano avrebbe avuto contatti subito dopo l’omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino, del 3 febbraio 2009.

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