Superati 2mila ricoveri. Pesano su Sicilia e Sardegna. Oggi 23 morti e 3.190 positivi

Redazione,  

Superati 2mila ricoveri. Pesano su Sicilia e Sardegna. Oggi 23 morti e 3.190 positivi

Sono 3.190 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 5.321. Sono invece 23 le vittime in un giorno (ieri erano state 5). Sale ancora, su base giornaliera, rispetto all’ultimo monitoraggio settimanale della Cabina di regia, la percentuale di occupazione dei posti letto da parte di pazienti Covid nei reparti ordinari e nelle terapie intensive, arrivando rispettivamente al 4 e al 3% e guadagnando un punto percentuale in un giorno. E la situazione più allarmante si registra nelle Regioni del Sud, particolarmente in Sicilia e Sardegna. A confermare i numeri in crescita è il monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) relativo al primo agosto, che registra un rialzo dell’1% sul 31 luglio. Questo mentre i numeri giornalieri del bollettino del ministero della Salute indicano un trend stabile con il fisiologico calo dei casi che si registra a seguito del fine settimana ma i ricoverati con sintomi nei reparti ordinari tornano sopra i duemila: sono 2.070, 116 in più rispetto a ieri. Sono poi 3.190 i nuovi casi positivi (ieri 5.321) e 23 decessi (ieri 5). Sono invece 19 i posti letto occupati in terapia intensiva (ieri 16) e 116 i posti letto occupati in area medica (ieri 103). Si segnala tuttavia che Regione Lazio ha aggiornato solo parzialmente i dati a causa dell’attacco hacker subito. Inoltre, secondo i dati della Sorveglianza integrata pubblicati sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità, negli ultimi 30 giorni sono state 260 le persone decedute con diagnosi di Sars-Cov-2 e 81.714 i contagiati, di cui 915 tra gli operatori sanitari.

Sale dunque al 4%, rileva l’Agenas, la percentuale di posti letto occupati nei reparti ospedalieri. La percentuale aveva toccato il livello minimo del 2% e si era mantenuta così fino al 25 luglio; dal 26 ha invece iniziato a risalire, rispecchiando l’aumento dei contagi delle settimane passate. A crescere sono anche le terapie intensive: il 3% dei posti è occupato da pazienti Covid e l’aumento dell’1%, dopo settimane di stabilità al 2%, è scattato il 30 luglio. E’ la Sardegna, passata dal 5% al 9% in una settimana, la regione che vede la maggior crescita di terapie intensive, seguita da Lazio e Sicilia al 5%. Mentre per i ricoveri Covid nei reparti ordinari, le regioni in crescita maggiore sono Sicilia e Calabria, arrivate in una settimana rispettivamente al 10% e 9%, seguite dalla Campania al 6%. Gli ospedali del Sud, dunque, vedono crescere più velocemente della media nazionale i valori relativi all’ospedalizzazione rispetto ai nuovi parametri nazionali, che fissano la soglia critica per il cambio di colore delle Regioni al 15% per i ricoveri ordinari e al 10% per le intensive. Le regioni del Nord mantengono invece quasi tutte valori al di sotto o uguali a quelli medi nazionali.

In questo quadro, secondo gli esperti, si va verso il picco dei casi relativo a questa fase pandemica, ma le valutazioni differiscono. Secondo l’epidemiologo Cesare Cislaghi, gia’ presidente dell’Associazione italiana di epidemiologia, è “presumibile che, se il trend epidemico resta invariato, il picco dei casi si raggiungerà in Italia fra una settimana-dieci giorni e poi dovrebbe iniziare il calo”. Il calcolo è basato sul parametro dell’indice di replicazione dei casi, “che è quello che segna l’accelerazione e la decelerazione dell’epidemia – spiega -. Ieri 1 agosto era a 1,27 e sta più o meno scendendo dello 0,5 ogni giorno. Se il trend continua a mantenersi costante, fra una settimana circa arriveremo a tale indice con un valore 1 ed il livello 1 indica che i casi non aumentano più e rimangono costanti. Proprio quando i casi diventano costanti è il momento massimo, quello definito ‘picco’, poichè dalla crescita si arriva alla decrescita. Probabilmente tale picco si raggiungerà fra una settimana-dieci giorni”. Per il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone” del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che basa i propri calcoli sul parametro dell’incidenza, avrebbe invece già raggiunto il picco in Italia l’incidenza dei casi positivi al virus SarsCoV2, che poi inizierà a scendere, e frena la crescita degli ingressi giornalieri nelle unità di terapia intensiva. Ma “se questo è vero a livello nazionale – conclude – alcune regioni sono ancora lontane dal picco” e la situazione è “eterogenea”.

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