Gettoni, il «sacco» prima delle ferie a Torre del Greco: 33.500 euro per i politici

Alberto Dortucci,  

Gettoni, il «sacco» prima delle ferie a Torre del Greco: 33.500 euro per i politici
Il consiglio comunale dell'inciucio

Torre del Greco. Chi non sogna il pagamento della «quattordicesima» prima di partire per le vacanze? Verosimilmente, in un anno caratterizzato da una crisi economica senza precedenti, tutti i lavoratori. Ma, il desiderio si è trasformato in realtà solo per la casta del Comune. A cui l’ente di palazzo Baronale – esattamente a fine luglio – ha liquidato il pagamento dei gettoni accumulati dagli esponenti di maggioranza e opposizione durante i mesi di aprile e maggio e la somma: un vero e proprio tesoretto – la bellezza di 33.500 euro – destinato a garantire «tuffi d’oro» ai politici della città del corallo e a scatenare nuove polemiche sugli sprechi in municipio.

Il sacco dell’estate

Dopo le proteste sollevate a metà mese da diversi «stacanovisti» del consiglio comunale – lamentele puntualmente riportate dal capo dell’assise Gaetano Frulio all’ufficio di staff della segreteria generale – il funzionario Pasquale Incarnato ha firmato il provvedimento con cui l’ente di palazzo Baronale ha liquidato 16.455 euro per le riunioni delle commissioni consiliari organizzate nel mese di aprile e 17.007 euro per le sedute del mese di maggio. In totale, 33.462. Ovvero, una media di circa 1.500 euro a politico, a cui aggiungere lo «stipendio» da circa 1.600 euro riconosciuto al presidente del consiglio comunale: cifre-record, in particolare se rapportate ai «risultati» ottenuti dalla casta «per il bene della città».

Lo stop ai tagli

La questione degli sprechi in municipio è stata sollevata in varie occasioni, a partire dal dicembre del 2019. Quando, cioé, il consiglio comunale – dietro proposta della commissione consiliare delegata agli affari generali, all’epoca presieduta proprio da Gaetano Frulio – approvò una modifica al regolamento per introdurre la possibilità di cumulo dei gettoni. Le conseguenze furono subito evidenti – i costi per le casse pubbliche aumentarono del 30% – al punto da convincere lo stesso avvocato della maggioranza a promuovere il dietrofront. Ma, tra il dire e il fare, sono passati due anni senza alcuna iniziativa concreta.

La crociata dei dissidenti

Dopo l’inciucio di febbraio, dieci esponenti dell’opposizione firmarono la mozione per il taglio delle spese e il ripristino del divieto di cumulo dei gettoni. Ma, a distanza di cinque mesi e di sei sedute del consiglio comunale, la mozione non è stata neanche discussa dall’assise: manca, infatti, l’accordo all’interno della maggioranza. Con buona pace della «mediazione» del legale con la passione della politica. D’altronde, chi non sogna il pagamento della «quattordicesima» prima di partire per le vacanze? E la casta uscita dalle elezioni delle 20 euro del 2018 già guarda al prossimo mese di dicembre, quando i «lavoratori» portano a casa (anche) la tredicesima.

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