Scafati. L’urlo del parroco: «Si rischia un’altra Terra dei Fuochi, basta coi roghi di rifiuti»

Redazione,  

Scafati. L’urlo del parroco: «Si rischia un’altra Terra dei Fuochi, basta coi roghi di rifiuti»

«Urge una bonifica. Una bonifica del territorio e delle persone». E’ schietto don Giovanni De Riggi, parroco della chiesa Madre di Santa Maria Delle Vergini. Parole pronunciate a margine di una domenica di agosto che, sul piano ambientale, è diventata infernale. «Nel primo pomeriggio si è alzata una nube di fumo denso e acre. E così anche Scafati ha conosciuto lo scempio di ciò che avviene nella cosiddetta terra dei fuochi: rifiuti incendiati. Rifiuti posti su un viottolo di campagna che fino a qualche anno fa si poteva percorre con l’auto – dice il parroco – Non bastava vedere le acque del fiume cambiare colore in pochi giorni, ora ci si mette anche il fumo dei rifiuti bruciati». Ha tenuto impegnati per tutto il pomeriggio i vigili del fuoco del distaccamento di Nocera Inferiore, l’esteso rogo in via del Polverificio, trasformata in una discarica a cielo aperto. Complice anche il caldo intenso, l’odore acre e il fumo denso nero hanno lambito la vicina autostrada A3. Sul posto anche gli agenti della polizia municipale coordinati dal comandante Salvatore Dionisio. Il giorno dopo, Palazzo Mayer presenta un esposto in Procura. «Non è possibile tollerare scempi ambientali simili, che rischiano di arrecare gravi danni alla salute. Non permetterò che la mia città diventi una nuova Terra dei fuochi – le parole del sindaco Cristoforo Salvati – Chi ha responsabilità, deve pagare. Mi sono già attivato con i miei dirigenti per chiedere ai proprietari dell’area, e a chi ne ha la gestione, di bonificarla al più presto e di mettere in atto tutte le azioni necessarie per evitare che ciò che è successo ieri possa ripetersi». Al sindaco fa eco Daniela Ugliano, assessore all’ambiente. «L’area è attualmente demaniale, in gestione alla Regione Campania per l’installazione dei collettori». Secondo la Ugliano l’intervento di bonifica ricade nella competenza della Regione, ed è a loro che il sindaco Cristoforo Salvati chiederà di intervenire. La discarica in via Del Polverificio fu segnalata lo scorso febbraio anche da Michele Grimaldi. «Le cose non accadono, ma si lasciano accadere: per lassismo, per incapacità, per totale e assoluta mancanza di amore per il nostro territorio e la nostra comunità». «La nostra attenzione per le questioni ambientati resta altissima – aggiunge Salvati – Anche per il fiume Sarno ci stiamo attivando per predisporre quanto prima, insieme alle forze dell’ordine, controlli a tappeto nelle aziende conserviere del territorio per accertare eventuali responsabilità». Nel frattempo, in piazza Vittorio Veneto, il solerte consigliere comunale Paolo Attianese, nei pressi della casa comunale, armato di secchio e un paio di bottiglie, effettuava prelievi di acqua per farla analizzare. Un gesto nobile, ma inutile. Come lo aveva già confermato l’assessore al fiume Sarno Alessandro Arpaia, qualche giorno prima. «I campioni da noi prelevati possono solo darci un indirizzo sulla fonte di inquinamento per effettuare verifiche, ma le analisi hanno valore legale solo se effettuate dall’Arpac».

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