Castellammare. Ecco il nuovo porto: un bacino di costruzione per Fincantieri

Tiziano Valle,  

Castellammare. Ecco il nuovo porto: un bacino di costruzione per Fincantieri

Nel 2030 in Campania arriveranno circa 340mila crocieristi in più rispetto al 2019, con una tendenza a salire che ripartirà già dalla fine del 2021. E’ la previsione contenuta nel Documento di Pianificazione Strategica, che l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – guidata dal presidente Andrea Annunziata – ha messo a disposizione dei Comuni di Napoli, Salerno e Castellammare di Stabia, che dovranno votarlo entro settembre. Si parte da quel dato per illustrare la necessità di realizzare una stazione crocieristica a Castellammare, in grado di supportare gli scali già saturi di Napoli e Salerno.

Il Piano

Va fatta una premessa, l’Autorità Portuale pone come condizione imprescindibile all’interno del Documento Strategico, lo sviluppo della cantieristica navale. E pone come subordinati una lunga serie di obiettivi da raggiungere per restituire «un rapporto città-mare, città-porto, che oggi è inesistente» e affidargli «una maggiore importanza legata ad un ruolo nuovo, quello di “porta di accesso alla città e al territorio”». Sostanzialmente prima si deve risolvere la questione Fincantieri, assicurando allo stabilimento stabiese gli investimenti necessari per guardare con serenità al futuro, poi si può cominciare a lavorare per un ridisegno del porto che preveda anche lo sviluppo turistico.

Il cantiere

La vera novità contenuta nel piano dell’Authority rispetto alle discussioni degli ultimi mesi – ma riprendendo un vecchio progetto del 2008 – è la possibilità offerta a Fincantieri di realizzare un bacino di costruzione che guarda verso il mare, all’esterno della diga di sopraflutto. Un completamento del terrapieno che estenderà notevolmente gli spazi di produzione del cantiere stabiese, che potrebbe contare anche sulla realizzazione di una banchina per l’alaggio e il varo delle navi al posto dell’attuale scivolo borbonico che dovrà essere tombato. Toccherà a Fincantieri – che entro fine mese dovrebbe presentare i progetti, secondo quanto emerso dall’ultima riunione in Prefettura – decidere come e quanti spazi utilizzare del molo foraneo, che sarà riempito e allungato per 400 metri, diventando un enorme piattaforma galleggiante a mare, capace di accogliere anche parcheggi e infrastrutture a supporto della cantieristica e del turismo.

La crocieristica

Per il momento, l’idea programmatica più concreta è quella della sistemazione e dell’allungamento della banchina dei silos per favorire l’attracco di piccole navi da crociera e di traghetti e aliscafi che garantiscono i collegamenti con le isole. Per le navi da crociera più grandi servirebbe comunque la diga di sopraflutto e soprattutto un corridoio interno allo stabilimento Fincantieri che eventualmente dovrà essere concordato con la società. L’Autorità Portuale, però, ha individuato negli ex Magazzini del Sale, oggi abbandonati, i locali idonei a ospitare una vera e propria stazione marittima, dove far transitare i crocieristi che arriverebbero a Castellammare di Stabia.

Il diportismo

Per quanto riguarda la nautica da diporto, il piano dell’Autorità Portuale destina ai concessionari gli spazi che vanno dal Pontile dei silos fino alla banchina Fontana; il molo Quartuccio, la banchina del Mar Morto (alla quale sarà destinata anche una porzione per lo sviluppo dell’attività peschereccia), il molo di Sottoflutto. Mentre per quanto riguarda i mega-yacht gli spazi destinati a quest’attività resteranno quelli che vanno dal molo di Sottoflutto fino alla banchina Marinella. Si tratta dell’unica zona del porto che resterà chiusa, anche per preservare e possibilmente migliorare il parcheggio di via Bonito che al momento rappresenta l’unica vera area di sosta.

I servizi

Per lo sviluppo dell’area portuale, l’Authority pone come obiettivo fondamentale l’abbattimento dei silos e dei magazzini generali, con la successiva realizzazione di una piazza a mare che dovrebbe rappresentare il collegamento tra la passeggiata che va dalla villa comunale fino al rione Acqua della Madonna. Funzionali alla «penetrazione urbana» del porto e anche a un possibile sviluppo turistico, invece, l’abbandonato Hotel Montil e il cinema multisala. Il Documento Strategico affronta anche la questione dei parcheggi e propone una soluzione che prevede l’opportunità di realizzare una grande area di sosta, anche interrata, nella zona della diga di sopraflutto eventualmente non utilizzata da Fincantieri, collegata al centro cittadino attraverso una navetta. Infine, sono previste l’elettrificazione delle banchine e diversi interventi per garantire servizi igienici o di ristoro lungo l’intera area portuale.

La politica

Per quanto riguarda i fondi necessari a realizzare questi interventi: 35 milioni sono già pronti attraverso una delibera del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) del 2019; 40 milioni dovrebbero essere investiti da Fincantieri; altre risorse saranno destinate a queste opere attraverso il Recovery Plan e fondi diretti dell’Autorità Portuale, considerando che Castellammare è stato inserito tra i porti di interesse regionale dalla giunta guidata dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Adesso toccherà al consiglio comunale stabiese, entro settembre, studiare il piano presentato dall’Autorità Portuale e votarlo. Il dibattito finora si è concentrato sulla necessità di tutelare lo stabilimento Fincantieri e il risultato, almeno a leggere il Documento di pianificazione, sembra essere stato raggiunto. Adesso però toccherà alla politica provare a creare le condizioni anche per lo sviluppo turistico dell’area.

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