Torre del Greco, c’è la partita della Turris: un intero rione in ostaggio

Vincenzo Lamberti,  

Torre del Greco, c’è la partita della Turris: un intero rione in ostaggio

Torre del Greco. Può una partita di calcio trasformare un tranquillo quartiere di una popolosa città in un’enclave di guerra? A Torre del Greco succede. Perché per i residenti di viale Ungheria, via Matteotti e via Cimaglia gli incontri casalinghi della Turris stanno diventando una sorta di incubo. La foto – scattata domenica pomeriggio, a pochi minuti dall’inizio della gara di coppa Italia con il Latina – è in breve tempo diventata virale: una sorta di “check point Charlie” che fa venire alla mente un passato di guerre e di conflitti.

Due new jersey di cemento, le reti di protezione e uno steward con la pettorina gialla chiamato a «vigilare» affinché nessuno oltrepassi il confine. Nei pressi dello stadio comunale Amerigo Liguori, infatti, due ore prima della gara in programma viene stabilito il divieto di transito nel tratto finale di viale Ungheria. Si mettano l’anima in pace i residenti di quella porzione del popoloso quartiere chiamato “Vesuviana”: da lì non si entra e non si esce. A piedi, infatti, possono transitare solo i tifosi che vanno verso lo stadio, muniti di biglietto e di green pass. A piedi, ovviamente, possono decidere di uscire o entrare i residenti. Ma auto, scooter e ogni altro mezzo di locomozione è bandito.

La decisione, che viene direttamente dalle forze di polizia che hanno chiesto un’accelerata sulle misure di sicurezza, sta facendo esplodere un caso all’interno del quartiere. Da domenica, infatti, la rivolta corre sui social e promette di diventare anche una petizione da indirizzare al sindaco Giovanni Palomba. «Siamo ostaggio di una partita di calcio – scrive uno dei residenti delle tre strade interessate – e dobbiamo decidere la nostra vita in relazione agli impegni casalinghi della squadra calcistica cittadina. Auguriamo alla Turris il meglio in questo campionato, ma se ciò significa che dobbiamo valutare le nostre uscite da casa tenendo conto del calendario di Serie C, allora vuol dire che qualcosa non va».

La società guidata dal patron Antonio Colantonio fondamentalmente non ha colpa di quanto accade. Idem il Comune che dispone il piano viabilità sulla base delle indicazioni che vengono fornite da chi gestisce l’ordine pubblico. Ma, ciò che si chiedono i residenti delle tre strade bloccate in casa quando gioca la Turris, è semplice: «Con uno stadio dove possono entrare solo poche centinaia di tifosi, con l’assenza dei supporters delle squadre avversarie che determinerebbe in questo caso siamo d’accordo un vero problema di sicurezza, per quale motivo blindare lo stadio e tenere sotto sequestro circa 3.000 persone?», si chiede uno residenti, che abita in via Matteotti da almeno 40 anni.

«La presenza di uno stadio in questa parte di città – continuano i residenti – rappresenta già da tempo un problema. Ma finché il disagio è legato alla sosta, allora può anche essere superato. Ma l’idea che per sei ore uno non si possa entrare con la propria auto dalla strada in cui abita appare inverosimile».  Anche perché il sistema di viabilità determina che sia impossibile accedere se non per viale Ungheria. Una battaglia che è solo all’inizio. Ma che senza la cancellazione del “check point Liguori” finirà per alimentare tensioni.

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