Tumori, strage silenziosa a Torre Annunziata: 7 morti in due mesi. Incubo amianto

Giovanna Salvati,  

Tumori, strage silenziosa a Torre Annunziata: 7 morti in due mesi. Incubo amianto
La spiaggia di Rovigliano a Torre Annunziata

Torre Annunziata. Sette decessi in due mesi: sette vite spezzate per un tumore tra i 60 anni e gli 80 anni. E’ questa l’angosciante statistica che spunta fuori dai quartieri dove l’inquinamento per amianto continua a fare vittime. «Lo abbiamo respirato per 30 anni – racconta Lucia – e ora contiamo i morti, anche se nessuno vuole darci ragione, anche se nessuno ce lo conferma noi sappiamo che è così, e nessuno riporterà in vita i nostri cari».

Costretti a vivere in un quartiere dove l’alta mortalità verificatasi negli ultimi anni è legata a un cancro. Lo dicono i dati, lo dicono le storie, lo dicono anche alcune relazioni di chi ha provato anche a farsi sentire. Ma, fino a oggi, invano. Sopratutto quando a morire sono stati dei giovani. In questo quartiere ci si ammala molto di più di altri quartieri. Si vive senza essere presi in considerazione dalle istituzioni, a partire dall’amministrazione comunale oggi guidata dal sindaco Vincenzo Ascione: «C’è chi ha presentato dei dossier, chi ha raccolto firme e chi ha presentato una interrogazione parlamentare ma tutto è finito nel dimenticatoio, perché la nostra storia non interessa a nessuno».

La rabbia corre nelle parole di una delle tante donne che ha dovuto seppellire un proprio caro, in questo caso, un marito. E’ l’ultima vittima di una strage silenziosa, non certificata, ma che continua a mietere vittime in una zona – il quartiere di Rovigliano – dove gli insediamenti produttivi sono ormai dismessi ma dove i residui continuano a far male. Una spiaggia, quella di Sette Scogliere dove le industrie hanno sversato su un’arenile che solo a guardarlo fa rabbrividire. «La spiaggia ormai non esiste più, è completamente calcificata dagli sversamenti delle ex ferriere, oltre che amianto che sarà seppellito in quell’area ormai da anni – raccontano i residenti – a questo si aggiungono i continui sversamenti  abusivi di rifiuti, che puntualmente restano lì a marcire per settimane, mesi».

Eppure questo è il quartier generale del sindaco Vincenzo Ascione ed ecco perché scatta la protesta: «Abbiamo dato fiducia all’attuale sindaco, a un nostro concittadino perché auspicavamo degli interventi da parte di chi conosce bene il nostro dramma. Invece nulla: i liquami velenosi del fiume Sarno che ci stanno avvelenando e in campagna elettorale si era parlato di bonifica mentre c’è chi invece pensa alla seconda foce. Siamo stanchi – continuano – stanchi di vivere in questa situazione e di dover contare morti».

E così solo negli ultimi due mesi in quel quartiere sono sette i morti: hanno combattuto per mesi contro un male che li ha consumati lentamente senza che se ne rendessero conto. L’amianto respirato, i liquami nell’aria e i veleni che nelle vene gli hanno provocato così malattie difficili e impossibili da debellare. «Un anno fa sono state raccolte firme nel nostro quartiere e nelle zone limitrofe, come in via Plinio dove il numero die morti per cancro era elevato, li fino a qualche anno fa c’era ancora il cumulo di polveri sottili di amianto e prima che partissero i lavori per la realizzazione del centro Maximall Pompei i residenti hanno continuato a respirare quei veleni, ora contiamo i morti il tutto con un’amministrazione assente e alla quale non interessa la mattanza».

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