Torre Annunziata ostaggio dei clan, Paolo Siani: «Dalla morte di Giancarlo nulla è cambiato»

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata ostaggio dei clan, Paolo Siani: «Dalla morte di Giancarlo nulla è cambiato»

«Quanto accade a Torre Annunziata, con i bambini di 12 anni che vengono usati dalla camorra quali esattori del racket e che sono già degli affiliati ai clan a tutti gli effetti, non è purtroppo un fenomeno nuovo. Ripropone, infatti, l’attualità dei “muschilli” di cui parlava nei suoi articoli mio fratello Giancarlo». A dirlo è  Paolo Siani, il fratello del giornalista ucciso dalla camorra nel 1985. Dai giorni in cui Giancarlo scriveva dei «muschillii» sono passati trentasette anni. Tanti. Troppi. Ma non abbastanza per aver cambiato volto alla città. Torre Annunziata è tornata indietro e gli ultimi episodi di cronaca confermano il clima di guerra che si respira nei vicoli.  «La domanda da porsi è la seguente: cosa è stato fatto in questi anni per questi bambini? Hanno avuto alternative concrete e credibili al crimine? I ragazzi che vivono in famiglie mafiose o in contesti dove c’e un alone mafioso sono portati ad annullare i propri sentimenti, a trasgredire le regole, a concepire l’appartenenza ad una famiglia mafiosa come motivo di vanto – dice Paolo Siani- Sono bambini e ragazzi che ambiscono a diventare boss pur nella “consapevolezza” di andare incontro alla morte o al carcere. Se un ragazzo che vive in una famiglia mafiosa o in un quartiere, una città, in un alone mafioso, viene messo nelle condizioni di poter scegliere, non sceglierà mai la mafia. Purché possa scegliere e avere una opportunità».   Una triste fotografia di Torre Annunziata. Una città allo sbando in balia della camorra. Una città che però può ancora rialzarsi. «Bisogna iniziare presto e il primo presidio che va utilizzato è l’asilo nido. Gli asili nido sono il vaccino contro le mafie. La scienza lo ha già dimostrato. Bisogna crederci e metterci le stesse energie economiche che stiamo impiegando per i vaccini anti covid. E’ evidente che qualcosa non ha funzionato in via preventiva e il problema è reso ancora più grave dal fatto che intervenire quando si ha già 12 anni rischia di essere troppo tardi». L’occasione da non perdere per Siani è il piano nazionale di ripresa e resilienza, nel quale c’è un capitolo espressamente dedicato all’infanzia. Secondo il deputato del Pd, però, il rilancio sociale passa anche da una migliore distribuzione dei fondi per il Sud. «Non si può tacere – sottolinea Siani – sulla distribuzione delle risorse per i servizi sociali e il welfare nel nostro paese.  Garantisco il mio impegno a vigilare affinché quanto previsto nel Piano venga attuato. Proprio Torre Annunziata, ai recenti giochi olimpici, con la medaglia di bronzo conquistata da Irma Testa, ha espresso un esempio importante di come sia possibile, anche in questo territorio, esprimere dei modelli positivi a cui ispirarsi. Ma va data la giusta chance a tutti. A partire dai bambini».

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