Terremoto nell’Asl Napoli 3 sud, 102 dipendenti no vax rischiano il posto di lavoro

Teresa Palmese e Tiziano Valle,  

Terremoto nell’Asl Napoli 3 sud, 102 dipendenti no vax rischiano il posto di lavoro
102 dipendenti a rischio

Sono centodue i dipendenti “no vax” dell’Asl Napoli 3 che adesso rischiano la sospensione dal lavoro e dallo stipendio. Il provvedimento è atteso entro cinque giorni, termine ultimo per rispondere eventualmente all’invito per la somministrazione del vaccino contro il Covid-19. E’ questa l’ultimissima indiscrezione circolata tra gli ambienti degli operatori sanitari e che ha generato l’ennesimo clima di tensione, complice la possibilità di vedersi sospesi non soltanto dal lavoro ma pure dalla percezione dello stipendio, in attesa di nuove linee guida dal Governo firmato Mario Draghi. La caccia ai medici, agli infermieri e agli amministrativi “vigliacchi” è cominciata nelle ultime ore, ieri mattina per la precisione, quando è partita ufficialmente un’attività di screening finalizzata a individuare i dipendenti non ancora vaccinati e che lavorano per conto dell’Asl Na 3. In tutto gli operatori sanitari che hanno disertato la vaccinazione sarebbero attualmente 270, di cui alcuni non rientranti nell’obbligo perché già ammalatosi di Covid o perché appartenente alla categoria cosiddetta dei fragili, e dunque legato al gruppo dei soggetti a rischio. Da qui i rimanenti 102 ai quali ieri mattina è stata notificata la lettera di ultimatum a vaccinarsi. Avranno un massimo di cinque giorni di tempo per decidere se rispondere presente o assente all’invito per la vaccinazione che spalanca contestualmente le porte per il rilascio del Green pass. Nel dettaglio, l’Asl Na 3 ha proceduto con una verifica lampo di tutti i dati in possesso dei dipendenti e ha invitato formalmente gli interessati a sottoporsi alla somministrazione del vaccino comunicando l’avvenuta vaccinazione entro cinque giorni dal ricevimento della raccomandata, altrimenti si procederà ai sensi dell’articolo 4 del ddl 44/2021 che dal comma 6 in poi annuncia che la non vaccinazione «determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio». Il lavoratore, prosegue la legge, è «assegnato se possibile, a mansioni anche inferiori, con il trattamento corrispondente che, comunque, non implichino rischi di diffusione del contagio. Quando l’assegnazione a mansioni diverse non è possibile, si viene sospesi senza stipendio fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021». Un’operazione necessaria anche alla luce della decisione del Governo di estendere l’obbligo del Green pass anche per altre categorie, a partire dalla pubblica amministrazione. Tutto si deciderà entro la prossima settimana, per i giuristi nel frattempo questa possibilità può concretizzarsi «in tempi brevi con una legge che rispetterebbe tutti i crismi di costituzionalità».

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