Torre Annunziata si sbriciola, rabbia dopo il crollo dell’ex pastificio: «Ignorati i nostri allarmi»

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata si sbriciola, rabbia dopo il crollo dell’ex pastificio: «Ignorati i nostri allarmi»
L'ex pastificio Vitagliano

Torre Annunziata. Un altro pezzo di storia è venuto giù a Torre Annunziata. Nella città che si sbriciola sotto i colpi dell’indifferenza l’ennesimo tonfo si porta dietro il suono delle sirene. Quelle che sabato notte hanno spazzato via il silenzio di corso Vittorio Emanuele. Sotto le macerie, fortunatamente, non ci sono vittime, come invece accaduto nella strage di Rampa Nunziante.

Ma a sparire, inghiottito da una nuvola di fumo, c’è l’ex pastificio Vitagliano, un palazzo abbandonato da tempo. Uno degli ultimi ricordi rimasti della città operaia che negli anni ’50 e ’60 era una terra di lavoro e non di camorra e malaffare. Un’ala dell’immobile si è sbriciolata come un castello di sabbia sotto la pioggia battente che per pochi minuti ha colpito la città.

Una famiglia che vive in una palazzina adiacente è stata sgomberata in via precauzionale in attesa di ulteriori accertamenti da parte delle forze dell’ordine.  Per ora l’area resta interdetta e chiusa al traffico come altre strade del Quadrilatero delle Carceri. Soluzioni che non risolvono il problema in un rione fantasma che da decenni si porta dietro l’emergenza dei crolli.  E intanto mentre la città perde l’ennesimo pezzo di storia, scoppia la protesta da parte dei residenti. I cittadini del quartiere, infatti, già sabato mattina avevano lanciato l’allarme. Arrivando a chiedere l’intervento del Comune in seguito ad alcuni boati avvertiti nei pressi della struttura nelle ore precedenti al crollo.

Un appello caduto però nel vuoto, come ripetono gli abitanti del quartiere. «Abbiamo chiamato i vigili urbani – raccontano – perché avevamo notato dei calcinacci lungo il marciapiede e da giorni sentivamo degli strani rumori provenire dall’ex pastificio». Appelli che però sono rimasti inascoltati anche se in mattinata i vigili del fuoco avevano effettuato un sopralluogo. Poi il crollo in tarda serata che ha visto venir giù una parte della facciata. Eppure quel crollo poteva essere comunque evitato se qualcuno avesse prestato attenzione alle segnalazioni e alle denunce arrivate in Municipio.

Il Comune, infatti, sapeva benissimo che quel palazzo rischiava di crollare da un momento all’altro.  A dare l’allarme era stato qualche mese fa anche Orfeo Mazzella. «Tre mesi fa ho pre-allarmato l’ufficio tecnico – afferma – Ma nessuno si era preoccupato di questa ala dell’edificio dell’ex pastificio Vitagliano, anche perché era difficile da scorgere dalla strada. Io mi trovavo tre mesi fa con un gazebo del mio gruppo in questa zona e ho potuto vedere lo “spanciamento” di questa struttura. Ho quindi chiamato un tecnico di mia fiducia facendolo venire sul posto, il quale mi confermava la pericolosità dell’edificio. Mi domando però in questi tre mesi qualcuno ha provato ad avvertire i proprietari per chiedere una urgente messa in sicurezza?».  Dal Comune intanto fanno sapere che negli anni erano state emesse delle ordinanze che obbligavano i proprietari alla messa in sicurezza. Ordinanze puntualmente snobbate dai destinatari. Come furono ignorati gli allarmi sul crollo di altri immobili ridotti in macerie.

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