Ex Meridbulloni di Castellammare, dopo l’ultimatum spuntano tre ipotesi

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Ex Meridbulloni di Castellammare, dopo l’ultimatum spuntano tre ipotesi

Svolta in 48 ore, l’imprenditore Alessandro Vescovini presto potrà aprire la fabbrica della Sbe Sud in Campania. Forse già per la primavera del 2022. La settimana prossima sono in programma tre incontri con altrettanti proprietari di capannoni attualmente dismessi che potrebbero fare al caso dell’azienda che ha assunto lo scorso febbraio 55 ex operai Meridbulloni, messi alla porta dal gruppo Fontana proprietario dell’area di via De Gasperi. Un terreno che dovrà valutare l’imprenditore emiliano si trova a Castellammare di Stabia, uno a Torre Annunziata e l’ultimo nel casertano, a due passi dal Centro Campania. Ma Vescovini arriverà anche per verificare eventuali alternative. L’imprenditore emiliano preferirebbe lavorare sul territorio torrese-stabiese, ma molto dipenderà dai capannoni disponibili, che dovranno essere in grado di ospitare macchinari in grado di far lavorare almeno 75 operai. La svolta è arrivata la settimana scorsa quando Vescovini ha dato mandato ai suoi emissari sul territorio di segnalare capannoni da acquistare e quindi non più solo da fittare come fino alla fine di agosto. Quando sono saltate due trattative avviate tra Torre Annunziata e Sant’Antonio Abate. Vescovini ha illustrato al Consorzio Asi (Aree di Sviluppo Industriale) un progetto trentennale, che necessita di cominciare a soddisfare gli ordini dei clienti già dalla fine del 2022. Ragion per cui, l’imprenditore non può più perdere tempo e dopo aver già investito sui dipendenti ex Meridbulloni e su circa 8 milioni di macchinari, si è deciso ad acquistare il capannone che dovrà ospitare la nuova fabbrica. L’obiettivo, come espresso già dalla lettera d’intenti consegnata lo scorso febbraio in Regione, è quello di tagliare il nastro entro giugno 2022. Una scadenza che potrebbe essere addirittura anticipata se la settimana prossima si riuscisse a chiudere la trattativa per l’acquisto del capannone da parte della Sbe Sud. Le nubi sono dunque destinate a diradarsi sulla vertenza degli operai messi alla porta dal gruppo Fontana lo scorso dicembre e rimessi al lavoro dalla società di Vescovini dopo appena due mesi. Una svolte che attendono da tanto tempo le famiglie degli operai che hanno preso parte al progetto messo in campo dal manager emiliano. Anche quelli che sono attualmente impiegati nel sito industriale di Monfalcone, dove sono stati trasferiti nell’attesa dello sblocco delle procedure al sud per l’acquisizione di un capannone. Sono giorni fondamentali per il futuro produttivo di un intero territorio. L’addio allo stabilimento della Meridbulloni a Castellammare di Stabia, arrivato alla vigilia di Natale, ha rappresentato uno schiaffo a un intero territorio. Oggi il riscatto per decine di famiglie sembra essere vicino.

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