Palazzine popolari a rischio crollo a Torre del Greco: sgomberati anche gli ultimi abusivi

Alberto Dortucci,  

Palazzine popolari a rischio crollo a Torre del Greco: sgomberati anche gli ultimi abusivi

Torre del Greco. Le camionette della polizia sono arrivate in via Tortora – popolosa traversa di via Nazionale – alle prime luci del giorno, con l’obiettivo di «chiudere» un capitolo rimasto in sospeso per circa tre anni. Con le buone o con le cattive. Ma, alla fine, non sono stati registrati momenti di tensione: l’ultima famiglia alloggiata all’interno delle case popolari a rischio crollo è andata via senza resistenze, lasciando l’immobile su cui – già a partire dal febbraio 2019 – pendeva un’ordinanza di sgombero firmata dal sindaco Giovanni Palomba.

Un provvedimento deciso all’indomani delle verifiche statiche eseguite dai vigili del fuoco e notificato agli 8 nuclei familiari pronti a occupare abusivamente gli appartamenti della palazzina ex Iacp. Sette dei destinatari dell’ordinanza avevano già abbandonato le abitazioni a rischio crollo, mentre l’ultima famiglia – un ragazzo-padre di una adolescente di 15 anni e l’anziana madre – si è decisa a lasciare la casa, senza alcuna protesta, alla vista delle prime divise arrivate sul posto. Proprio gli agenti di polizia agli ordini del primo dirigente Antonietta Andria hanno vigilato sulle prime opere di messa in sicurezza dell’immobile, in particolare la chiusura di tutti i varchi d’accesso per impedire ulteriori occupazioni abusive.

Successivamente toccherà a una ditta edile procedere agli interventi necessari alla messa in sicurezza dell’intero edificio. Su cui, come evidenziò il primo cittadino all’interno della prima ordinanza di sgombero, sono «presenti sulla facciata esterna diverse tracce ricavate nella muratura dovute a pluviali o impianti non più esistenti. Tali modifiche insistono sulla muratura portante e concorrono all’indebolimento della stessa».

Non solo: «Nei vani scala si evince l’assenza di buona parte del copriferro, pertanto tutti i tondini di acciaio delle armature di queste strutture si sono ossidati, processo che sta riducendo al minimo il loro diametro». Di qui, la necessità di procedere allo sgombero degli abusivi delle palazzine di via Tortora, ultimato a due anni dal primo campanello d’allarme.

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