Straordinari gonfiati, medici a lavoro 23 ore: inchiesta sul San Leonardo di Castellammare

Tiziano Valle,  

Straordinari gonfiati, medici a lavoro 23 ore: inchiesta sul San Leonardo di Castellammare

Un medico in servizio al pronto soccorso può lavorare per 23 ore di fila? La risposta è no, chiaramente. Sia dal punto di vista normativo, quanto per una banale questione di tenuta fisica. Eppure nell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia è accaduto nel mese di agosto. Il badge di uno specialista ambulatoriale segna la fine del servizio 23 ore dopo la timbratura iniziale. Come sia possibile non se lo sa spiegare nessuno, nemmeno la funzionaria amministrativa dell’Asl Napoli 3 Sud che ha il compito di controllare i cartellini e verificare se ci sono anomalie. Ma il sospetto di casi di sprechi e assenteismo comincia ad affiorare proprio a seguito dei controlli condotti tra luglio e agosto nell’ospedale di Castellammare di Stabia.

In una breve relazione che la direzione amministrativa Soa (Sistemi amministrativi operativi) Area Sud ha inviato al direttore sanitario dell’ospedale San Leonardo emergono una raffica di cose che non tornano nel solo reparto di pronto soccorso.

Si comincia dagli straordinari clamorosi, in alcuni casi fino a 180 ore di lavoro in più in un solo mese; passando per turni in media di 12-14 ore, fino ad arrivare a 23 ore di servizio in un solo giorno.

Segnata in rosso la questione dell’ambulatorio, dove si pone l’accento sul contratto di uno specialista che ha ottenuto un incarico di lavoro di 11 ore a settimana, praticamente 44 ore di lavoro al mese.

E invece, analizzando le timbrature del suo badge emerge che nel mese di luglio ha lavorato per 125 ore mentre nel mese di agosto è stato in servizio addirittura per 222 ore. Un aumento delle ore di lavoro che pesa per svariate migliaia di euro sulle casse dell’Asl Napoli 3 Sud, tanto più che non è chiaro se siano state autorizzate o meno dal direttore medico del presidio.

Vicende che sono state segnalate dai funzionari che hanno il compito di vigilare sui conti dell’azienda sanitaria locale, relativamente al personale in servizio, e adesso potrebbero portare all’apertura di un’inchiesta interna.

Il sospetto, infatti, è che le anomalie dell’ambulatorio del pronto soccorso siano solo la punta dell’iceberg di un sistema più diffuso. A supporto di questa tesi ci sono anche segnalazioni di badge non ritirati oppure ancora a zero timbrature nel mese di settembre, pur trattandosi di persone che dovrebbero essere regolarmente in servizio.

Dall’interno dell’ospedale San Leonardo, invece, si racconta di persone che si allontano dal posto di lavoro e devono essere richiamate dai dipendenti impegnati in reparto, in caso di emergenza. Così come di dipendenti che marcano anche i badge dei colleghi, che magari sono in ritardo.

L’Asl Napoli 3 Sud sta cercando in ogni modo d’intensificare i controlli su questo presunto malcostume, come dimostrano anche i controlli sui cartellini che hanno permesso di svelare alcune anomalie nel pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo.

Questioni che potrebbero interessare anche le forze dell’ordine, soprattutto se dovessero configurarsi episodi conclamati di assenteismo o sprechi.

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