Castellammare. Rischio infiltrazioni dei clan al Comune, inchiesta sui permessi edilizi

Tiziano Valle,  

Castellammare. Rischio infiltrazioni dei clan al Comune, inchiesta sui permessi edilizi

Permessi a costruire e concessioni mercatali. Sono questi gli ultimi documenti acquisiti dalla commissione d’accesso che sta indagando sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata a Palazzo Farnese. Gli ispettori inviati dal Ministero dell’Interno sono impegnati a ricostruire tutte le procedure amministrative, che in qualche modo avrebbero potuto favorire esponenti della camorra e proprio in relazione a questo tema hanno deciso di approfondire la questione relativa ad alcuni permessi a costruire che sono stati rilasciati tra il 2018 e il 2019. Dopo la prima ampia acquisizione dello scorso maggio, quando furono fotocopiati centinaia di atti, l’attenzione della commissione di accesso s’è concentrata su poche autorizzazioni che vedono tra i richiedenti nomi di persone che orbitano negli ambienti della criminalità organizzata.In particolare si tratta di opere edilizie realizzate nella periferia nord di Castellammare di Stabia e ora oggetto di verifiche da parte degli ispettori che devono accertare se sono state commesse irregolarità che hanno favorito, direttamente o indirettamente, personaggi legati ai clan di camorra.Non è l’unico aspetto sul quale è tornata a farsi sentire la commissione d’accesso. Nel mirino infatti sono finite anche le concessioni mercatali e le autorizzazioni rilasciate agli ambulanti. Gli ispettori hanno acquisito l’elenco dei beneficiari dei permessi, gli atti di proroga, i registri relativi al pagamento dei canoni e alcune autocertificazioni prodotte dai mercatali. Tutto il necessario per ricostruire l’iter burocratico che ha portato al rilascio delle concessioni per i mercatali e delle autorizzazioni per gli ambulanti.Un lavoro che evidentemente servirà per incrociare i dati acquisiti con i carichi pendenti dei beneficiari dei permessi e comprendere se gli uffici comunali hanno fatto tutti i controlli necessari per scongiurare il rischio di favorire esponenti della criminalità organizzata.Gli accertamenti della commissione d’accesso vanno dunque avanti in maniera incessante per fare piena luce sull’operato dell’amministrazione comunale negli ultimi tre anni e mezzo. Le verifiche degli ispettori inviati dalla Prefettura di Napoli andranno avanti fino a fine novembre, dopo la proroga annunciata lo scorso agosto. Sotto i fari degli 007 finora sono finiti in particolare gli appalti relativi al cimitero e alla nettezza urbana, che sono stati ampiamente sviscerati dalla commissione d’accesso.Bisognerà attendere ancora due mesi, però, per comprendere quali saranno le conclusioni degli ispettori che spingeranno il Ministero dell’Interno a decidere per lo scioglimento o meno del consiglio comunale. Nel primo caso il Comune sarebbe commissariato per almeno 18 mesi. Ma non si può escludere che il lavoro degli ispettori possa concludersi con delle prescrizioni che l’amministrazione comunale dovrà rispettare alla lettera per andare avanti fino alla fine del mandato nel 2023.

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