Camorra, venti di faida a Gragnano: è guerra tra i Di Martino e i Carfora

Ciro Formisano,  

Camorra, venti di faida a Gragnano: è guerra tra i Di Martino e i Carfora

L’Antimafia lo aveva sostenuto dal primo momento, lo hanno detto anche i pentiti nel corso delle indagini. E ora sulla possibile guerra che rischia di travolgere i Monti Lattari arriva anche il sigillo della Dia. Nell’ultima relazione firmata dalla Direzione Investigativa Antimafia, infatti, si sottolinea proprio l’esistenza di una «forte contrapposizione» tra il clan Di Martino (la cosca dei narcos egemone nei Monti Lattari ed alleata dei D’Alessandro di Castellammare) nei confronti della famiglia Carfora, dinastia guidata dal boss Nicola ‘o fuoco, oggi detenuto al regime del 41-bis e condannato all’ergastolo in via definitiva. Una tensione, quella tra i due gruppi criminali, sfociata nell’omicidio del povero Nicholas Di Martino, il diciassettenne assassinato a Gragnano a maggio dello scorso anno. Un delitto che sarebbe stato realizzato – secondo l’Antimafia – con il placet dei Di Martino. Una tesi ribadita, in uno dei verbali agli atti del processo, anche dall’ultimo pentito della camorra stabiese, Pasquale Rapicano. Sempre con riferimento al clan Di Martino, la Dia sottolinea la «connotazione familiare» attorno alla quale si regge la cosca (un tratto distintivo anche dei D’Alessandro). E soprattutto il fatto che il clan continua a dettare legge in città nonostante gli arresti (l’ultimo quello di Antonio Di Martino (nella foto) il boss latitante arrestato a dicembre dello scorso anno dopo circa 2 anni di latitanza). La Dia, inoltre, registra possibili mutamenti criminali anche nella zona tra Santa Maria la Carità e Sant’Antonio Abate. Territori nei quali «potrebbe risultare significativa la scarcerazione di un personaggio della rilevante caratura criminale» ritenuto vicino al clan Fontanella. @riproduzione riservata

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