Rifiuti, non c’è pace a Torre del Greco: il nuovo centro di raccolta già finisce in tribunale

Alberto Dortucci,  

Rifiuti, non c’è pace a Torre del Greco: il nuovo centro di raccolta già finisce in tribunale

Torre del Greco. è stato inaugurato da meno di 48 ore e già rischia di essere chiuso: non c’è pace per il settore rifiuti all’ombra del Vesuvio, dove emergenze e ricorsi sono praticamente all’ordine del giorno. Stavolta, a finire in un’aula di tribunale toccherà al nuovo centro di raccolta per ingombranti e apparecchiature elettriche o elettroniche realizzato dall’amministrazione comunale targata Giovanni Palomba in via Nazionale in attesa della scelta finale sul centro servizi della Nu in viale Sardegna: una sorta di isola ecologica in miniatura voluta dai vertici della carovana del buongoverno per alleggerire il «carico» di rifiuti all’interno del punto mobile aperto presso la Santissima Trinità. Ma realizzata – secondo l’avvocato Filippo Borriello e l’avvocato Marco Cardito – in aperta violazione di legge.

La battaglia legale

I due legali hanno impugnato davanti al Tar Campania l’ordinanza firmata dal sindaco Giovanni Palomba lo scorso 13 settembre. Ovvero, il provvedimento con cui lo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio – dietro suggerimento del «trasformista» Luigi Mele e dell’assessore all’ambiente Cinzia Mirabella – ha istituito il punto mobile per la raccolta di ingombranti e apparecchiature elettriche o elettroniche.   Il ricorso – promosso da alcuni residenti della zona, terrorizzati dall’idea di vedere il proprio quartiere trasformato in una sorta di discarica a cielo aperto – si articola su una serie di censure su cui ora si dovranno pronunciare i giudici del tribunale amministrativo regionale di Napoli. In particolare, i due legali evidenziano difetti di motivazione, violazione di legge, difetto di istruttoria, arbitrarietà, mancanza dei presupposti di fatto e insussistenza dei requisiti in punto tecnico urbanistico. Non solo: contestata la decisione di utilizzare l’area per una diversa destinazione d’uso, l’incompetenza relativa e l’eccesso di potere per manifesta illogicità. Il primo verdetto potrebbe arrivare a stretto giro, considerata la richiesta di sospensione dell’efficacia dell’ordinanza.

La rivolta del rione

Intanto, monta l’agitazione lungo la stretta traversa d’accesso – a doppio senso di marcia – all’area individuata per la realizzazione dell’isola ecologica in miniatura. «La strada non può sopportare il via vai di cittadini verso il nuovo deposito di rifiuti – tuonano i residenti – Si tratta di una decisione priva di logica».

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