Far West a Torre Annunziata, la camorra torna a sparare: stesa davanti alla statua di Falcone

Giovanna Salvati,  

Far West a Torre Annunziata, la camorra torna a sparare: stesa davanti alla statua di Falcone

La tregua è finita, la camorra torna a sparare a Torre Annunziata. E lo fa a 15 giorni esatti dall’omicidio di Francesco Immobile, il trentacinquenne massacrato a colpi di pistola davanti al sagrato della chiesa di Sant’Alfonso il 12 settembre scorso. Lunedì notte, infatti, alcuni sicari hanno esploso diversi colpi di pistola all’ingresso del rione Penniniello, storica roccaforte del clan Gallo-Cavalieri e fortezza del Quarto Sistema, il nuovo clan nato per mettere al tappeto i Gionta. I killer hanno sparato a pochi passi dalla stele realizzata in memoria di Giovanni Falcone. Un simbolo di legalità incastonato nel cuore di uno dei tanti quartieri finiti nelle mani della camorra. Un raid intimidatorio rivolto, forse, agli esponenti dei gruppi attivi in quell’area. Nel rione, infatti, vivono numerosi pregiudicati legati a diversi sodalizi e alcuni di loro sono anche ritenuti coinvolti  nelle attuali dinamiche criminali.  Un’ipotesi alla quale lavorano le forze dell’ordine che dovranno chiarire ciò che è avvenuto e soprattutto incastrare i killer che hanno scatenato l’ennesima notte d’inferno in città. Sul posto la polizia ha trovato un solo bossolo che è stato immediatamente sequestrato. Ad allertare le forze dell’ordine è stata una chiamata anonima giunta al commissariato pochi istanti dopo il raid. «Correte al Penniniello, stanno sparando», le sole parole pronunciate al telefono da qualche cittadino del posto.  Un raid che rappresenta sicuramente l’ennesimo segnale inquietante. Un agguato che arriva proprio nei giorni in cui Torre Annunziata è diventata una città blindata, assediata dai controlli delle forze dell’ordine che stanno rivoltando come un calzino i quartieri roccaforte delle cosche. Dal rione Murattiano ai Poverelli, passando per il Quadrilatero delle Carceri finendo, appunto, al Penniniello. Un effetto del piano straordinario di sicurezza varato dal Prefetto di Napoli, Marco Valentini – assieme alla Procura di Torre Annunziata e all’Antimafia – all’indomani dell’agguato costato la vita a Francesco Immobile. Un delitto preceduto – in quel folle weekend di sangue e terrore – dal rocambolesco agguato dal quale si è miracolosamente salvato un esattore del clan Gionta il giorno prima dell’omicidio. Episodi che si innestano nell’incredibile escalation di violenza che ha travolto la città nel corso di questi mesi. Un inferno che conta almeno 40 episodi tra raid armati, stese, bombe carta e omicidi. Un bollettino di guerra al quale vanno aggiunti gli ultimi spari nel rione Penniniello. Un raid che dopo 15 giorni di silenzio spezza la tregua, scatenando nuovamente l’incubo della camorra a Torre Annunziata.

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