Torre del Greco, crociata contro la privatizzazione della biblioteca a villa Macrina

Alberto Dortucci,  

Torre del Greco, crociata contro la privatizzazione della biblioteca a villa Macrina

Torre del Greco. Una raccolta-firme per riaprire al pubblico la biblioteca comunale intitolata a Enzo Aprea e «salvare» la storica villa Macrina dallo sbarco di imprenditori a caccia di facili guadagni. E’ l’iniziativa promossa dai vertici locali di Articolo Uno per scacciare lo spettro della privatizzazione dell’edificio in stile Liberty di via Nazionale: uno spettro agitato dalle croniche carenze di personale presso il settore Cultura del Comune, alla base della prolungata chiusura della biblioteca comunale.

«Chiediamo all’amministrazione comunale di riaprire i locali intitolati a Enzo Aprea – la crociata dei sottoscrittori della petizione – in modo da dare a studenti e studiosi la possibilità di ricominciare a fruire dell’interessante dotazione libraria custodita a villa Macrina». Una crociata raccolta al volo dai referenti locali di Articolo Uno, pronti a incontrare a palazzo Baronale il sindaco Giovanni Palomba per sensibilizzare il leader della carovana del buongoverno sulla questione: «Al primo cittadino abbiamo ricordato come la biblioteca comunale conti circa 15.000 volumi, di cui circa 2.000 volumi antichi e preziosi manoscritti dall’anno 1500 al 1830 – sottolinea Anita Sala, ex assessore alla cultura ai tempi del primo mandato di Ciro Borriello -. A villa Macrina si registrano 10.000 contatti con presenze annuali per consultazioni e prestiti e il sito viene utilizzato per eventi, mostre e dibattiti nonché per la celebrazione di matrimoni. Senza dimenticare l’importanza del parco pubblico per i bambini e le famiglie della zona. Riaprire la biblioteca comunale potrebbe essere il primo passo per il rilancio della struttura».

Osservazioni condivise dallo storico figlioccio della Dc all’ombra del Vesuvio, pronto a valutare l’impiego di alcuni dei lavoratori destinati all’ente di palazzo Baronale grazie al progetto regionale Ripam. «Bisogna continuare nella gestione pubblica di villa Macrina – la tesi in calce alla raccolta-firme, rilanciata da Anita Sala – senza depauperare questo bene attraverso un affidamento ai privati il cui unico scopo è il guadagno su consumazioni da bar, fitto dei locali per eventi e magari “tassa” per l’utilizzo del patrimonio librario». Sindaco (e consiglieri comunali di maggioranza) avvisato, mezzo salvato.

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