Scavi, la tragediadelle migrazionidiventa arte

Salvatore Piro,  

Scavi, la tragediadelle migrazionidiventa arte

POMPEI – Il Mediterraneo rivisitato, grazie all’arte contemporanea che per un attimo si “impossessa” delle rovine di Pompei, non solo come l’attuale tomba di migranti disperati e in fuga dalla guerra, ma come effettivo crocevia di fratellanza: commistione di arte e cultura che derivano da popoli, 21 diversi Paesi, 3 religioni differenti. E’ questo il senso più recondito, ma al contempo di speranza e di fascino, da attribuire a Black Med, Pompeii di Invernomuto. Un’opera d’arte contemporanea composta da due interventi sonori (la prima riecheggia le onde, finalmente tranquille e rassicuranti, del Mare Nostrum, dove invece i migranti morti in mare quest’anno sono più che raddoppiati) all’interno dell’Area Archeologica di Pompei – nella Casa degli Amorini Dorati e in Via Marina/Foro – accessibile ai visitatori da venerdì 1 ottobre a mercoledì 3 novembre e presentata ieri mattina, in anteprima a Pompei, alla presenza tra gli altri del Sovrintendente Gabriel Zuchtriegel. L’intervento nella Casa degli Amorini si basa su una sezione dell’archivio di Black Med chiamata Seascape. In essa sono raccolti brani di varie epoche e generi accomunati da texture sonore.

L’intervento – diffuso attraverso 4 speaker – arrederà gli spazi per espandere alcune simbologie presenti nella Casa, in particolare il culto di Iside. L’intervento in Via Marina/Foro, fino al 3 novembre, diffonderà l’output della piattaforma blackmed.invernomuto.info per 6 volte al giorno, per circa 10 minuti, come un richiamo al raccoglimento, un modo per scandire il tempo. A realizzare l’opera – il culmine della ricerca intorno agli studi migratori e postcoloniali sul “Mediterraneo nero” svolti da Alessandra Di Maio (Università di Palermo) – i due artisti piacentini Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi. Black Med, POMPEII è tra i progetti vincitori del bando Italian Council (VII edizione): programma di promozione dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero Cultura. “E’ un progetto ampio, nato grazie all’ex Soprintendente Massimo Osanna a partire da una mostra svoltasi al Madre di Napoli, nel 2017, che prevede una programmazione pluriennale di installazioni d’arte contemporanea agli Scavi di Pompei e negli altri siti di competenza del Parco Archeologico – così ieri Zuchtriegel – . L’opera, nella Casa degli Amorini, serve a riscoprire un Mediterraneo che non sia mare di barriera, ma di connettività tra culture”. Il 39enne direttore italo-tedesco del Parco Archeologico si è poi soffermato sull’altro progetto, a sfondo sociale, intitolato Sogno di Volare. In questo caso, in coproduzione con Ravenna Festival, è prevista la messa in scena da parte di 400 studenti dei Licei vesuviani della commedia Uccelli di Aristofane. La commedia sarà inscenata nel Teatro Grande. “Vogliamo lasciare un segno nel futuro dei giovani perchè comprendano che tutto viene dalla conoscenza del loro patrimonio culturale – ha detto Zuchtriegel – il confronto col passato può cambiare la visione della realtà”. Il Teatro Grande, dopo lo stop alle visite causato dalla pandemia, riaprirà in breve al pubblico: “Sono in corso dei sopralluoghi. Attendiamo l’ok dal Responsabile Sicurezza” ha detto Zuchtriegel.

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