Sorpresa Arpac a Castellammare: il mare in Villa ora è balneabile

Tiziano Valle,  

Sorpresa Arpac a Castellammare: il mare in Villa ora è balneabile

Castellammare. Il mare in villa comunale ha una percentuale di batteri ampiamente sotto il limite massimo consentito. Lo rilevano anche le analisi di settembre, le ultime di un 2021 che ha confermato il trend degli ultimi due anni. Risolti tutti i problemi relativi agli scarichi diretti a mare, grazie al grosso lavoro messo in campo da Regione, Comune e Gori sul rivo Cannetiello, la questione adesso riguarda il rivo San Marco. Quando non si verificano forti piogge lo stato di salute della acque della villa comunale è lo stesso che si registra a Pozzano, dove la balneabilità non è mai stata messa in discussione. Quando invece la pioggia si abbatte sulla città, le pompe di sollevamento realizzate all’altezza dell’Hotel Miramare non ce la fanno a dirottare verso il depuratore di Foce Sarno tutto ciò che arriva giù dai Monti Lattari e in mare finisce di tutto perché il rivo trascina a valle anche i veleni che vengono scaricati abusivamente tra Gragnano e Pimonte. Per qualche giorno la percentuale dei batteri presenti nelle acque della villa comunale schizza alle stelle, diventando un pericolo per la salute pubblica. Negli ultimi due anni è accaduto una volta ad agosto, nel 2020, e a luglio nel 2021. Adesso però entra in gioco la politica. Dati alla mano e tenendo conto anche dei lavori che sono in corso di realizzazione nel rione Fontanelle, l’amministrazione comunale potrebbe chiedere all’Arpac una deroga per ottenere la balneabilità in villa comunale. Un po’ come accade a Vico Equense, dopo il completamento dei lavori per il depuratore di Punta Gradelle, oppure a Torre Annunziata già da qualche anno, il semaforo verde ai tuffi sarebbe condizionato dalle periodiche analisi dell’Arpac e da quelle straordinarie che potrebbero rendersi necessarie proprio a seguito di segnalazioni di scarichi abusivi o forti piogge. Il problema vero però è un altro. Senza la bonifica dell’arenile, il paradosso sarebbe quello di avere un mare balneabile e una spiaggia che non potrebbe essere frequentata dai bagnanti. Su questo tema si registra un clamoroso ritardo da parte di Comune e Regione Campania. Palazzo Farnese non ha ancora provveduto a pagare la convenzione con l’Università Parthenope che si è occupata del piano di caratterizzazione dell’arenile. I consiglieri regionali Mario Casillo, Annarita Patriarca e Luigi Cirillo che avevano esultato per l’impegno assunto dalla Regione Campania di pagare la bonifica dell’arenile di Castellammare, da mesi non accennano più a quest’argomento. Difficile immaginare che il recupero della fruibilità della spiaggia in villa comunale non sia un tema importante per Regione e Comune, molto più semplice ipotizzare che gli scontri politici abbiano prodotto lo stallo attuale. Sta di fatto che la promessa di «restituire l’arenile agli stabiesi nel 2022», fatta dopo un incontro in Commissione Ambiente a marzo s’è rilevata l’ennesima bugia dei consiglieri regionali e dell’amministrazione comunale. @riproduzione riservata

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