Vertenza Meb a Castellammare, minacce a Vescovini: la procura apre un’inchiesta

Tiziano Valle,  

Vertenza Meb a Castellammare, minacce a Vescovini: la procura apre un’inchiesta

Minacce, condotte violente e false testimonianze messe in campo per ostacolare l’apertura della fabbrica della Sbe-Sud sull’area torrese-stabiese e favorire interessi speculativi sul territorio. La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha aperto un fascicolo sul caso Vescovini, l’imprenditore emiliano che lo scorso febbraio ha assunto 55 ex operai Meridbulloni, messi alla porta dal Gruppo Fontana, titolare dello stabilimento ormai dismesso di via De Gasperi a Castellammare di Stabia. Nel copioso esposto presentato dall’avvocato Elio D’Aquino, difensore dell’imprenditore Alessandro Vescovini, vengono citati numerosi episodi di diffamazione, di cui sarebbe stato vittima il titolare della Sbe-Sud, a opera principalmente di sindacalisti. Testi, audio e video messi a disposizione degli inquirenti da cui emergono anche minacce nei confronti di Vescovini: «Non deve mettere piede sul nostro territorio», una delle più eloquenti estrapolate da una diretta social. Secondo la difesa tutto farebbe parte di una strategia mirata a screditare l’imprenditore e la sua azienda, impegnati in trattative con altre società per rilevare l’area dove far sorgere la Sbe-Sud. Condotte che oltre a ostacolare le trattative rischiano anche di provocare danni per milioni di euro. Molto ruota attorno all’affare saltato per l’acquisizione dei terreni Damiano Motors a Torre Annunziata. Secondo il Consorzio Asi si trattava di un’area dismessa, così era stata avviata la procedura con Regione Campania, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero del Sud finalizzata all’esproprio dei capannoni attraverso un finanziamento pubblico di Cassa Depositi e Prestiti. Al momento della notifica ai proprietari però si è scatenata una durissima protesta dei sindacati, nel corso della quale sarebbero state rivolte minacce e offese nei confronti di Alessandro Vescovini “mistificando la realtà e creando un pericoloso clima di tensione”, si legge negli atti. A disposizione dei magistrati c’è anche tutta la documentazione relativa alla procedura messa in campo dal Consorzio Asi, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Atti che dovrebbero consentire agli investigatori di verificare se ci fossero illegittimità ed in caso gli eventuali motivi che hanno spinto le parti sociali a ingaggiare una vera e propria guerra sancita da alcune frasi finite nelle dirette social acquisite in quel periodo. “Tu sei con noi o contro di noi?”, una delle domande più ricorrenti estrapolate dai video che farebbero immaginare una strategia comune messa in campo per ostacolare quell’affare da svariati milioni di euro “per favorire interessi poco chiari”, si legge negli atti. Una vicenda a tinte fosche su cui adesso indaga la Procura, mentre la società dell’imprenditore Vescovini sta continuando a portare avanti trattative finalizzate all’acquisizione di un’area dove far sorgere la nuova fabbrica.

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