Faraglioni di Capri devastati, datterai a giudizio: il parco di Punta Campanella chiede i danni

Salvatore Dare,  

Faraglioni di Capri devastati, datterai a giudizio: il parco di Punta Campanella chiede i danni

Il parco marino di Punta Campanella ha deciso: chiederà il risarcimento dei danni a coloro che sono finiti a giudizio con l’accusa di aver devastato i Faraglioni di Capri. Lunedì ci sarà l’udienza preliminare nei confronti di 21 indagati accusati di essere dei veri e propri datterai che, pur di pescare il frutto di mare proibito, hanno inferto ferite profondissime ai fondali. Nel dettaglio, l’area marina protetta di Massa Lubrense sarà parte civile contro sette persone ritenute coinvolte nel mercato illecito e nei danneggiamenti di Capri e che devono rispondere di inquinamento e disastro ambientale, danneggiamento e ricettazione. Il parco, come viene evidenziato in una nota, «punterà ad una pena esemplare» ed ha affidato l’incarico di rappresentanza legale nel procedimento che si aprirà lunedì con l’udienza preliminare all’avvocato Valentina Romoli del foro di Roma. Punta Campanella intende costituirsi parte civile in quanto soggetto affidatario della gestione del sito Natura 2000 denominato “Fondali Marini di Punta Campanella e Capri”.​ Il sito comprende Sic (Sito di Interesse Comunitario) Zps (Zona di Protezione Speciale) e Zsc (Zona Speciale di Conservazione). Si tratta di un’area dal grande valore naturalistico, tra la penisola sorrentina e l’isola di Capri,​ «devastata da un’organizzazione criminale senza scrupoli». Stando alle ricostruzioni di finanza e Procura di Napoli, i datterari avevano, per anni, prelevato il mollusco proibito dalle pareti sommerse dei Faraglioni di Capri, creando enormi danni ambientali. Dopo oltre tre anni di indagini, lo scorso marzo,​ furono eseguite 19 misure cautelari, delle quali sei in carcere e sei ai domiciliari. Oltre 100 gli indagati, coinvolti a vario titolo nel mercato nero del dattero di mare.​ Un giro d’affari di milioni di euro che ha causato danni irreparabili per ampi tratti di fondale. «L’area marina protetta Punta Campanella, sin dalla sua istituzione, ha sempre combattuto contro questa piaga criminale che ha causato enormi danni ai fondali della penisola sorrentina e di Capri – dichiara il presidente del Parco Marino, Lucio Cacace – Negli anni sono state realizzate diverse campagne di sensibilizzazione e comunicazione contro il consumo del dattero di mare, giorni e notti di monitoraggio per supportare le forze dell’ordine nell’individuazione dei datterari. I danni ambientali, ma anche all’immagine dell’ente, sono stati notevoli. Ora speriamo che, una volta per tutte, queste organizzazioni criminali vengano definitivamente debellate e che nessuno più prelevi un dattero dai nostri fondali. Chiederemo di costituirci parte civile anche nell’altro procedimento contro i datterari, portato avanti dalla Procura di Torre Annunziata e dalla guardia costiera che si aprirà nei prossimi mesi». Negli anni l’area marina protetta ha realizzato diversi importanti progetti per la tutela della zona. Investendo risorse in azioni di conservazione, di sviluppo ecosostenibile, di informazione e comunicazione per rilanciare e valorizzare il territorio e il mare di quella parte del golfo di Napoli.

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