Tangentopoli a Torre Annunziata, l’imprenditore confessa: spunta la quarta mazzetta per Ariano

Ciro Formisano,  

Tangentopoli a Torre Annunziata, l’imprenditore confessa: spunta la quarta mazzetta per Ariano

Si allarga lo scandalo della Tangentopoli di Torre Annunziata. E dalla palude di corruzione e malaffare ritratta dai pm spunta un’altra mazzetta. Duemila euro che l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Nunzio Ariano avrebbe ricevuto dalle mani di un imprenditore in cambio dell’affidamento dei lavori per la demolizione di un balcone pericolante in via Cavour. Si tratta del quarto episodio venuto fuori dalle carte della mega-indagine che in questi 10 mesi ha gettato ombre inquietanti sul Comune, arrivando a toccare anche la politica. Uno scandalo raccontato dalle tre ordinanze cautelari notificate, da dicembre, ad Ariano. L’ultima lunedì mattina nella quale si contesta all’ex capo dell’Utc detenuto a Poggioreale di aver incassato 2.000 euro in cambio dell’affidamento dei lavori di manutenzione all’interno dell’asilo nido comunale di via Parini. Un appalto da 40.000 euro che sarebbe stato affidato ad una ditta edile con un ribasso del 5% e senza che venisse effettuato – sostengono i pm – nessun sorteggio dall’elenco dei fornitori del Comune. Dalle 14 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Antonio Fiorentino, emergono nuovi retroscena: dalla consegna della tangente del 23 dicembre all’altra mazzetta sulla quale sono tutt’ora in corso indagini da parte della magistratura. Retroscena raccontati dalla voce dello stesso imprenditore che qualche mese fa ha deciso di confessare ai pm di essere finito nella rete del “sistema” di corruzione svelato dagli inquirenti. «Ho pagato due tangenti ad Ariano. La prima per i lavori all’asilo di via Parini, la seconda per la demolizione di un balcone in via Cavour», uno dei passaggi delle dichiarazioni rese dall’imprenditore ai pm di Torre Annunziata.

La prima mazzetta

«A novembre Ariano mi convocò in Comune e mi affidò i lavori all’asilo di via Parini – il racconto dell’imprenditore – In quella occasione mi disse solo che alla fine dei lavori avrei dovuto riconoscergli un regalo. Ricordo che Ariano mi disse “non t’ scurdà di me”». L’imprenditore, dopo il collaudo dei lavori, racconta di aver incontrato nuovamente Ariano per strada, a Torre Annunziata. «Ci incontrammo nella zona dei giardinetti, sotto villa Parnaso. Scese dalla macchina, venne verso di me e ci avvicinammo alla recinzione della villa comunale». L’imprenditore racconta di consegnare i 2.000 euro ad Ariano ricevendo però la risposta «stizzita» dell’ex capo dell’Utc. «Mi aspettavo almeno 5mila euro per Natale», la frase attribuita ad Ariano dal titolare della ditta edile che è indagato a piede libero per questa vicenda. I lavori all’asilo vennero effettuati, come raccontano le carte, con i crismi dell’urgenza. Da un’intercettazione telefonica tra Ariano e Luigi Ammendola (ex vicesindaco arrestato e scarcerato dal Riesame per la vicenda della tangente da 10.000 euro per i lavori in un’altra scuola) emerge, secondo la Procura, che il Comune puntava a chiudere in tempi rapidi quell’appalto per evitare di perdere i fondi regionali che andavano spesi entro il 31 dicembre. Lo stesso imprenditore ha ammesso di aver pagato e anche di aver svolto lavori gratis per il Comune per accreditarsi con Ariano. Tra i lavori gratuiti eseguiti ci sarebbero, racconta, la rimozione di alcuni materiali di risulta in via Alfani, la rimozione di mattonelle pericolanti dalla facciata dello stadio Giraud e persino alcuni interventi di pitturazione all’interno degli uffici della Procura di Torre Annunziata.

La seconda tangente

L’imprenditore ha poi parlato di una vicenda che è tutt’ora oggetto di indagine: un’altra tangente, sempre da 2.000 euro, che avrebbe corrisposto ad Ariano in cambio dell’affidamento di alcuni lavori di manutenzione di un balcone di via Cavour (abitazione oggetto di sequestro). L’imprenditore, oltre ai soldi, avrebbe consegnato ad Ariano anche una busta con all’interno dei prodotti ittici. La consegna della tangente, secondo gli inquirenti, sarebbe avvenuta stavolta in via Prota. «Per i lavori del balcone di via Cavour – il racconto reso dall’imprenditore agli inquirenti – Ariano mi ha chiesto 2.000 euro a titolo di regalo. Il prezzo preventivato dei lavori lo ha stabilito Ariano, quantificandolo in 6.000 euro. Ariano mi disse che 4.000 euro erano per me e 2.000 per lui». Il valore dei lavori, però, come ammette il titolare della ditta era sovrastimato. «Quattromila euro sarebbe stato un prezzo giusto», sottolinea l’imprenditore incalzato dalle domande dei magistrati.

Il sistema

Episodi che si sommano alle altre due tangenti che Ariano avrebbe riscosso da Vincenzo Supino, l’imprenditore della mazzetta da 10.000 euro consegnata davanti agli occhi della finanza il 28 dicembre. Secondo il giudice «gli atti di indagine» raccolti dalla Procura hanno «provato l’esistenza del «sistema Ariano». E tra l’altro dall’ordinanza viene fuori anche il sospetto che possano essere tutt’ora in atto vicende di tangenti legate ad appalti conferiti prima dell’arresto di Ariano, avvenuto ormai 10 mesi fa. Accuse pesantissime dalle quali dovrà ora difendersi l’ex capo dell’Utc. Tra qualche giorno, infatti, comincerà il primo processo che lo vede imputato per le due tangenti che avrebbe riscosso da Supino. Ariano ha sempre sostenuto di aver ricevuto una sola mazzetta, quella scoperta dalla finanza. Ma per la Procura dietro quell’episodio si nascondere l’ombra di una vera e propria Tangentopoli che potrebbe coinvolgere anche altri  sospettati.

CRONACA