Altro terremoto a Torre Annunziata, inchiesta su 40 beni confiscati mai affidati

Ciro Formisano,  

Altro terremoto a Torre Annunziata, inchiesta su 40 beni confiscati mai affidati

I finanzieri sono piombati in municipio intorno alle nove del mattino. Hanno bussato alle porte dell’ufficio patrimonio per acquisire una montagna di scartoffie. Atti, documenti, bandi, elenchi. In tutto quattro faldoni caricati intorno alle 13 sull’auto di servizio e portati in caserma. Dentro quei fascicoli c’è tutto ciò che riguarda la gestione dei beni confiscati a Torre Annunziata negli ultimi decenni. Per ora non ci sono indagati. Ma gli uomini della finanza, guidati dal colonnello Gennaro Pino, sono al lavoro per capire se le denunce pubbliche sulla gestione “opaca” dei fortini strappati alla camorra siano fondate oppure no. L’indagine, scollegata dall’inchiesta sul giro di mazzette in Comune che ha portato all’arresto dell’ex capo dell’ufficio tecnico Nunzio Ariano, è appena alle battute iniziali.    I finanzieri, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, già ieri pomeriggio hanno iniziato ad analizzare atto per atto, riga per riga, ogni singolo documento. Da chiarire ci sono una lunghissima serie di interrogativi. A cominciare dal reale numero di beni confiscati nella disponibilità dal Comune (c’è chi parla di 40 ma potrebbero essere anche di più secondo le stime della finanza). Passando per i bandi di assegnazione, le tempistiche degli affidamenti e le ragioni per le quali diversi beni sono ancora inutilizzati e restano abbandonati. Una sfilza di dubbi che gli investigatori puntano a chiarire attraverso l’analisi dettagliata dei documenti acquisiti ieri mattina all’interno degli uffici di via Schiti. Un’indagine che trae origine dalle denunce pubbliche sollevate – agli inizi di settembre – dal nuovo comitato anti-camorra: il gruppo di associazioni e cittadini nato per ribellarsi all’escalation criminale che ha travolto la città negli ultimi 10 mesi (emergenza che dall’inizio dell’anno ha prodotto decine di agguati e due omicidi). E proprio il tema dei beni confiscati è stato uno degli argomenti portati all’attenzione di un incontro tra i rappresentanti del comitato e l’ex Prefetto di Napoli Marco Valentini circa un mese fa. Le associazioni avevano, infatti, parlato di decine di beni confiscati abbandonati criticando, quindi, la gestione degli affidamenti da parte del Comune. Da qui la decisione della Procura di aprire un fascicolo sulla vicenda. L’ennesima inchiesta che travolge il Comune di Torre Annunziata, il municipio delle ombre  e dei sospetti già segnato, in questi mesi, dai risvolti dell’inchiesta sulla Tangentopoli scoperta da finanza e magistratura.

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