Documenti rubati a Terzigno e San Giuseppe Vesuviano destinati ai terroristi

Andrea Ripa,  

Documenti rubati a Terzigno e San Giuseppe Vesuviano destinati ai terroristi

Le carte d’identità rubate negli anni scorsi nei municipi San Giuseppe Vesuviano, Terzigno e Giugliano sono finite oggi al centro di un sistema per la truffa dei conti correnti bancari destinato probabilmente a finanziare il terrorismo. E’ l’inquietante scoperta fatta dalla guardia di finanza che ieri mattina ha arrestato sette pakistani a Napoli, accusati di aver messo in piedi un giro di truffe sulle carte di credito attraverso il sistema dei phishing bancario. Oltre a ciò è stata accertata la contraffazione dei documenti, con la banda degli specialisti che aveva falsificato decine di carte d’identità rubate in tutta Italia, per lo più in provincia di Napoli. Così i nomi delle città di Terzigno, San Giuseppe Vesuviano e Giugliano sono finiti al centro di un’indagine che nelle prossime settimane – visto che i controlli andranno avanti anche nei prossimi mesi – a nuovi risvolti. Il blitz è scattato ieri mattina quando gli uomini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura contro il finanziamento del terrorismo, ha arrestato sette persone nazionalità pakistana. Gli arresti sono stati notificati agli indagati a Napoli, – tra le zone del Borgo Sant’Antonio Abate e della Sanità, dove risiedono – e nella provincia di Caltanissetta. Le indagini coordinate dalla sezione Antiterrorismo della Procura di Napoli, sono partite da alcune segnalazioni di operazioni bancarie sospette e dalle conseguenti attività finalizzate alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Le fiamme gialle hanno individuato e analizzato i conti intestati a extracomunitari provenienti da Pakistan, Afghanistan, India, Bangladesh, Cina e Kyrgyzstan sui quali confluiva denaro proveniente da ricariche di 345 carte di credito estere (per lo più Usa e Canada) intestate a ignari correntisti. Quel denaro, poi, via bonifico, finiva su conti correnti in Germania, Paesi Bassi e Belgio, intestati a soggetti terzi di origine araba. Per l’apertura dei conti nei vari Paesi europei, è emerso, è stata utilizzata una trentina di documenti d’identità falsi con le foto dei soggetti pakistani e i dati anagrafici di altre persone. Anche nove carte d’identità valide per l’espatrio false, alcune elettroniche, con la stessa foto, quella di uno degli indagati, ma con diverse generalità, tutte di extracomunitari, utilizzate per attivare rapporti finanziari. Le carte d’identità sono dei comuni d‘Italia più disparati, molti campani (San Giuseppe Vesuviano, Giugliano in Campania, Terzigno e altri del Vesuviano) ma anche di Novara, Ferrara e Ancona. «L’ipotesi che si possa trattare di finanziamento al terrorismo è attualmente al centro di una richiesta di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia. Siamo convinti che ci saranno sviluppi», ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, Generale di Brigata Gabriele Failla, in merito all’arresto eseguito dal Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle “fiamme gialle” di Napoli. «Si tratta – spiega il generale Failla – di un gruppo criminale organizzato che ha sfruttato frodi sulle carte di credito, specialmente americane e canadesi, attraverso sistemi phishing, per accumulare i soldi versati poi, sui conti correnti italiani. Da qui i soldi sono stati trasferiti verso conti correnti di altri paesi europei».

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