Deiulemar-Kpmg, non c’è l’accordo sulla transazione da 2,2 milioni: si torna in aula

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Deiulemar-Kpmg, non c’è l’accordo sulla transazione da 2,2 milioni: si torna in aula

Torre del Greco. Non c’è intesa sulla proposta avanzata dal giudice del tribunale delle imprese di Napoli: torna in aula la vertenza tra la curatela fallimentare della Deiulamar compagnia di navigazione e la Kpmg, la società – in teoria – incaricata di controllare i bilanci dell’ex colosso armatoriale dichiarato fallito il 2 maggio del 2012.

Il nuovo round giudiziario è in programma  il prossimo 29 ottobre, quando potrebbe – il condizionale resta d’obbligo – essere scritta la parola fine a un contenzioso praticamente nato agli albori del crac della cosiddetta «Parmalat del Mare», una «tragedia finanziaria» da 800 milioni di euro capace di mandare gambe all’aria circa 13.000 famiglie di risparmiatori.

Da una parte, le ragioni degli investitori – sempre pronti a contestare il mancato accertamento degli organi di controllo circa l’enorme mole di denaro in circolo all’interno degli uffici della Deiulamar compagnia di navigazione – e dall’altro le controdeduzioni della Kpmg, ferma a ribadire l’estraneità ai fatti contestati, riferendosi in particolare all’impossibilità di vigilare su un giro di soldi sfuggito ai bilanci ufficiali.

Una questione che il giudice incaricato della vicenda aveva provato a dirimere avanzando una proposta transattiva di circa 2,2 milioni, respinta al mittente in considerazione del parere negativo reso dal comitato dei creditori, come gli stessi componenti della curatela fallimentare – Alfonso Iovane, Vincenzo Di Paolo e Paola Mazza – hanno spiegato in un recente nota indirizzata ai creditori. La curatela, sulla scorta di una perizia redatta da un tecnico a suo tempo incaricato, invoca la condanna per alcune decine di milioni.

Con la nota è stato fatto il punto della situazione circa le diverse vicende giudiziarie ancora aperte. A questo punto, in merito alla lite contro la Kpmg – viste le posizioni divergenti tra le parti – toccherà al tribunale per le imprese di Napoli esprimersi per definire la questione.

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