Torre Annunziata, scritte naziste davanti al monumento dei caduti

Salvatore Piro,  

Torre Annunziata, scritte naziste davanti al monumento dei caduti

Odiosi rantoli di nazismo nella città che fu “rossa” per eccellenza: partigiana e operaia per vocazione naturale. Quasi storica. Oggi invece sprofondata in una becera deriva socio-culturale. Torre Annunziata, adesso, è solo Fortapasc. Consta dirlo, ma è così. Torre è ormai assuefatta alla camorra, alla politica del malaffare, all’ignoranza. Nulla più sembra scalfirla. Neppure i continui e feroci inni al nazismo e Hitler – sono persino 3, tra svastiche e scritte inneggianti al Fuhrer, gli odiosi simboli della deriva nazifascista che dal 2019 impunemente imbrattano i muri di strade e monumenti torresi – impressi prima in via Dante, vicino agli uffici comunali dell’Ambito Sociale 30. Poi ancora in via Bertone, che fu la roccaforte del clan Gionta. Infine sul basamento di un monumento ai Caduti nella centrale piazza Ernesto Cesaro. Il segno della dilagante perdita di valori e di sani ideali – proprio nella città che all’epocale referendum del 2 giugno 1946 scelse in massa la Repubblica, bocciando la Monarchia e con essa pure l’oscuro Ventennio, sfiorando il 90% di affluenza alle urne con 24.181 votanti – è sancita pure in questi odiosi rantoli di nazismo. Svastiche e scritte vergognose contro cui il nostro giornale si batte, dal lontano 2019, chiedendone la doverosa rimozione. Perchè disegnare una svastica, oppure scrivere “Torre. Fuhrer. Hitler” su di un monumento che commemora i caduti della prima guerra mondiale, è un reato punito dal codice penale e dalla XII disposizione finale della Costituzione italiana. Un Paese, l’Italia, in cui gli spot pro-nazismo e/o fascismo crescono del resto in maniera esponenziale. A darne la prova sono il recente assalto squadrista organizzato dai leader di Forza Nuova contro la sede romana della Cgil, il più antico sindacato del Paese, oltre ai vergognosi commenti rilasciati in merito da Giorgia Meloni: parlamentare e numero uno di Fratelli d’Italia (un partito che tra i simboli ha ben impressa la fiamma tricolore dell’ex Msi) che riguardo all’ultimo raid contro la Cgil ha dichiarato senza pudore: “Non ne  conosco la matrice”. Frasi oscure e tombali. Le stesse pronunciate dal duce, Benito Mussolini, tre giorni dopo l’omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti. Segnali di una deriva globale. Inquietante, senza sosta. Torre Annunziata, l’ex città operaia e “rossa”, un caso unico nel Vesuviano al già detto ed epocale referendum del 1946 che qui segnò il 52,26% dei voti in favore della svolta repubblicana, oggi è quasi l’emblema della svolta opposta: svastiche, scritte pro-Hitler sui monumenti e nei pressi di uffici comunali. Persino vicino a un fantomatico centro antiviolenza per le donne vittime di violenza. Tutto accade oggi. E nell’indifferenza più totale. Allora, ci chiediamo, di chi è la colpa? In primis dei suoi stessi cittadini, che da due anni continuano a passeggiare, consapevoli ma indifferenti, per le strade della bella e martoriata Torre. La città guarda le odiose svastiche, ma passa oltre. E’ lo stesso atteggiamento indifferente della politica e del sindaco, Vincenzo Ascione, che a Metropolis, due anni fa, promise: “Farò ripulire i muri dalle svastiche”. Parole vacue, portate infine via dal vento. E’ lo stesso vento, di odio, rabbia sociale e impunità diffusa, che ora spira forte su Fortapasc.

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