Conti bancari svuotati con un clic, scoperte altre 53 truffe a Torre del Greco

Ciro Formisano,  

Conti bancari svuotati con un clic, scoperte altre 53 truffe a Torre del Greco

Con un solo clic avrebbero fatto sparire dal conto corrente di una ragazza di un paese della provincia di Lecce la bellezza di 34.533 euro. Uno dei 53 nuovi episodi di truffa ricostruiti a carico della gang guidata dai fratelli Antonio e Raffaele Perna. I due giovani di Torre del Greco, assieme a Giovanni Montella, Giuseppe Cascone e a Giovanni e Giuseppe Vitiello, sono i destinatari del provvedimento di sequestro d’urgenza per oltre 200.000 euro emesso dalla Procura di Napoli ed eseguito martedì dalla polizia. Un’indagine che rappresenta il secondo atto dell’inchiesta che a giugno di quest’anno ha portato all’arresto della gang del phishing bancario. Gli imputati, infatti, sono finiti nei guai con l’accusa di aver realizzato la bellezza di 92 truffe, sottraendo soldi dai conti correnti dei cittadini di mezza Italia. Secondo gli inquirenti le vittime venivano contattate con comunicazioni che sembravano arrivare dalla propria banca e con le quali venivano invitati ad accedere al proprio conto corrente online. In altri casi i correntisti, dopo aver ricevuto un sms, venivano contattati tele fonicamente da falsi operatori bancari. Una volta ottenute le credenziali di accesso i truffatori prelevavano dai conti il denaro. L’organizzazione si muoveva da Torre del Greco e secondo gli accertamenti della polizia postale avrebbe messo a segno diverse truffe in numerose località italiane. I sospettati, a giugno, si sono visti notificare un’ordinanza di custodia cautelare.  Di fronte alle prove schiaccianti i fratelli Perna hanno deciso di arrendersi, optando per il patteggiamento. Ma nei giorni scorsi la Procura di Napoli ha deciso di eseguire un nuovo sequestro a carico dei rappresentanti dei di quella associazione per delinquere finalizzata alle truffe bancarie scoperta dai magistrati. Dagli atti del sequestro vengono fuori una innumerevole serie di nuovi raggiri scoperti dopo aver analizzato i telefoni e i dispositivi elettronici in possesso degli imputati. Telefoni ma anche schede sim intestate a cittadini del Pakistan dalle quali sarebbero partite le famose chiamate per “estorcere” i dati sensibili da poi utilizzare per svuotare i conti in banca dei cittadini caduti nella trappola dei truffatori. Prelievi che andavano dai 600 ai 34.000 euro. Nella rete sono finite vittime di ogni parte d’Italia. Denunce giunte dalle stazioni dei carabinieri di Milano, Monza, L’Aquila, Castellammare di Stabia, Cerignola, Verona. Documenti poi confluiti nel secondo filone d’indagine imbastito dalla Procura di Napoli e dalla polizia postale. Già dalla prima inchiesta era emerso, come sottolineato da giudici e pm, che il giro d’affari del gruppo guidato dai fratelli Perna fosse molto più ampio del perimetro delle indagini che a giugno hanno portato agli arresti dei sospettati.

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