Giochi sessuali con la nipotina: così è stata catturata la coppia di Boscoreale

Pasquale Malvone,  

Giochi sessuali con la nipotina: così è stata catturata la coppia di Boscoreale

Boscoreale. Abusi sessuali su una bambina di soli 4 anni perpetrati dallo zio di 27 anni insieme alla convivente di 21 anni, entrambi residenti a Boscoreale. Più che un “gioco”, come lo ha definito la piccola alla madre e poi alla psicoterapeuta in maniera del tutto spontanea e genuina, si trattava di una perversione alla quale finalmente è stata messa la parola fine. Ieri mattina i carabinieri della stazione di Boscoreale, diretti dal luogotenente Massimo Serra, in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, hanno proceduto all’arresto dei due “orchi”, gravemente indiziati di atti sessuali con minorenne. Un’indagine che andava avanti da diverso tempo e che ha visto l’azione di un pool di investigatori, diretti dal pubblico ministero Marianna Ricci, che hanno scelto l’approccio più delicato per affrontare una vicenda così aberrante. Un pedofilo, anzi una coppia di fidanzati, che avrebbero continuato ancora e ancora se non fosse arrivata l’inchiesta. Una brutta storia che ha sconvolto l’intera comunità e che vede coinvolti persone insospettabili, considerate “perbene”, distanti anni luce da contesti sociali degradati. Sullo sfondo, infatti, non c’è il quartiere popolare che nel 2019 vide il branco di dodicenni violentare una coetanea. Ci sono famiglie apparentemente normali, dove una mamma riteneva di poter essere tranquilla nel lasciare la sua piccola in casa di parenti. L’attività di indagine, condotta dai militari dell’Arma e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, è scaturita proprio dai racconti della bimba fatti alla madre, che aveva notato comportamenti che via via si facevano sempre più insoliti e sospetti e che hanno fato scattare i primi sospetti. In più di una circostanza, la piccola aveva persino mimato gli atti sessuali che era stata costretta a subire dai due indagati. Un orrore consumatosi tra le mura domestiche e che la coppia propinava come “gioco”. I fidanzati insospettabili che hanno approfittato della fiducia che la madre riponeva. E mai e poi mai avrebbe immaginato di scoprire tra le pieghe dei racconti della figlioletta una realtà fatta di “orchi” senza scrupoli. Lui, infatti, era il fratellastro della mamma della piccola. Una vicinanza che aveva portato spesso la bimba a restare in casa della coppia. Abusi, come testimonia l’indagine, iniziati quando la piccola aveva 3 anni e mezzo e durati sette mesi prima dell’avvio dell’indagine della Procura di Torre Annunziata. Sono diversi gli abusi agli atti consumati in pochi mesi. Abusi che sono stati accertati attraverso una indagine lampo condotta con estrema cautela vista la delicatezza della vicenda e la gravità dei crimini. Oltre al racconto della bimba, già di per sé raccapriccianti, gli inquirenti mettono sotto controllo i telefoni dei due sospettati. E così quelli che erano solo sospetti, piano piano diventano certezze. Il “gioco” che faceva con lo zio e la compagna altro non era che una perversione a forte connotazione sessuale. Fondamentale è stato anche l’apporto della psicoterapeuta che ha sostenuto la madre e la figlia durante la fase preliminare che è servita agli inquirenti per avviare le indagini. Le prove raccolte sono state più che sufficienti per incriminare il 27enne e la 21enne per violenza sessuale aggravata su minori. Per ora, gli indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari. La piccola, invece, insieme alla madre, seguiranno un percorso terapeutico per affrontare il trauma e provare a superarlo. Il 27enne difeso dall’avvocato Mauro Porcelli ha avviato indagini difensive per confutare le dichiarazioni della bambina che rappresentano la prova chiave dell’inchiesta.

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