L’ombra della camorra sul Comune di San Giuseppe Vesuviano: altri 3 mesi di indagini

Andrea Ripa,  

L’ombra della camorra sul Comune di San Giuseppe Vesuviano: altri 3 mesi di indagini

Gli atti da controllare sono molti e tanti sono i sospetti che aleggiano sul Comune di San Giuseppe Vesuviano. Non si fermerà a fine ottobre l’inchiesta avviata quasi tre mesi fa dal pool anticamorra inviato dal Prefetto. La commissione d’accesso arrivata a inizio agosto scorso, alla luce della mole di documenti richiesta agli uffici dell’ente di piazza Elena d’Aosta, ha infatti chiesto una proroga di altri tre mesi per continuare a indagare sull’amministrazione comunale e accertare eventuali infiltrazioni delle organizzazioni criminali in municipio. La richiesta è stata inviata dai tre componenti della squadra anticlan al Prefetto di Napoli che entro una settimana dovrebbe comunicarlo anche al Comune oggi guidato dal sindaco leghista Vincenzo Catapano. S’allargano, dunque, gli accertamenti da parte della commissione che stabilirà al termine delle verifiche se ci sono i presupposti per lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune oppure no. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti i conferimenti di incarichi, l’assegnazione degli appalti, gli affidamenti diretti e tutti gli atti relativi alla lotta contro l’abusivismo edilizio. In più al segretario generale Girolamo Martino sono stati chiesti i registri dei mandati di pagamento, le delibere dei riconoscimenti dei debiti fuori bilancio, i protocolli di intesa stipulati con altri entri, l’elenco delle piattaforme esterne utilizzate dall’amministrazione e le generalità di politici e dipendenti comunali. E ogni settimana vengono portati via documenti dal municipio.

Il caso proroghe

Recentemente la squadra di funzionari chiamata a indagare sul Comune di San Giuseppe Vesuviano – composta dal viceprefetto Maria Lucia Trezza, dal commissario capo Riccardo Buonomo della divisione Anticrimine della questura di Napoli e il capitano Antonio Pacelli della guardia di finanza, nucleo di polizia economico-finanziario di Napoli – ha acceso i riflettori su una serie di appalti che il Comune di San Giuseppe Vesuviano ha proceduto ad affidare in regime di proroga, vista la lentezza degli uffici nel preparare gli atti di gara per la predisposizione dei bandi. Inevitabilmente le attenzioni si sono concentrate sul precedente appalto per i rifiuti, per oltre un anno affidato al Consorzio Gema di Pagani in regime di proroga. La gara è stata fatta soltanto recentemente ed è stata vinta ancora una volta dalla ditta di rifiuti del Salernitano che oggi sta operando in virtù del nuovo capitolato d’appalto. Per oltre un anno, però, prima delle nuove procedure, s’è andato avanti con le proroghe nel tentativo di assicurare comunque il servizio di raccolta dei rifiuti. Ma non è l’unico settore a essere finito nel mirino. Perché se per la gara dei rifiuti dopo anni di proroghe s’è provveduto a scrivere un nuovo bando, c’è un altro servizio essenziale che i funzionari del municipio di piazza Elena d’Aosta stanno assicurando in regime di prorogatio dal 2017. Si tratta del servizio di ricovero dei cani – un appalto che ogni anno s’assesta tra i duecento e i trecentomila euro – che da 4 anni non viene mai preso in considerazione dai funzionari dell’Ente, ma i contratti vengono rinnovati a suon di proroghe.

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