Torre Annunziata. La commissione d’accesso indaga sulle assunzioni di netturbini e dipendenti comunali

Giovanna Salvati,  

Torre Annunziata. La commissione d’accesso indaga sulle assunzioni di netturbini e dipendenti comunali

La lista che riporta i nominativi del personale dipendente che lavora nel Comune di Torre Annunziata. Tutti gli assunti con regolare contratto ma anche quelli congedati in anticipo grazie all’opportunità Quota 100 e quelli invece che per scadenza naturale sono andati in pensione lasciando la propria postazione in ufficio. C’è anche questa tra le richieste che gli 007 inviati dal Prefetto hanno preteso dal segretario comunale Lorenzo Capuano, responsabile dell’Anticorruzione e trasparenza del Municipio di via Provinciale Schiti. Una lunga lista che in queste ore stanno completando i funzionari comunali, raccogliendo dati informazioni, e che presto finirà nelle mani del pool della commissione d’accesso guidata dal viceprefetto Dario Annunziata. Mancano ormai pochi giorni per ultimare l’incartamento che stato richiesto una settimana fa, d’altronde i commissari hanno concesso come tempo massimo soltanto venti giorni. Venti giorni per produrre tutti i documenti da consegnare obbligatoriamente. Anche in questo caso, come per gli altri documenti, le date di riferimento partono dal giorno dell’insediamento nella casa comunale del sindaco Vincenzo Ascione sino al 15 ottobre, ovvero data di insediamento della commissione di accesso. Tra gli atti richiesti c’è anche la lista dei dipendenti in forza alla Prima Vera, la società che si occupa della raccolta rifiuti sul territorio, l’identikit di tutti gli amministratori comunali e tutti gli incarichi che sono stati dati a professionisti esterni. I fari sono insomma puntati su più settori e non solo sul dipartimento dei lavori pubblici come era stato ipotizzato in un primo momento. Certo, l’insediamento della commissione d’accesso parte dallo scandalo che ha travolto il Comune lo scorso 28 dicembre con l’arresto dell’ex dirigente dell’ufficio tecnico, Nunzio Ariano, incastrato mentre intascava una mazzetta di 10mila euro, soldi che gli stava consegnando un imprenditore in cambio di lavori appaltati con la procedura della messa urgenza per il restyling in alcune scuole del territorio. Allo stesso tempo sono state poi notificate altre due ordinanze di custodia cautelare in carcere sempre per episodi simili e con l’accusa quindi di aver intascato altre mazzette. Giovedì scorso la prima svolta dal terremoto in Municipio: Ariano ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a sei anni, richiesta che era stata avanzata dal pm Giuliana Moccia e condivisa dal giudice Francesco Todisco. Ora la presenza della commissione di accesso che ha deciso di indagare sulla gestione del sindaco Vincenzo Ascione e dei suoi amministratori, ma anche sull’operato della macchina amministrativa, di collaboratori e di professionisti che hanno lavorato o ancora lavorano all’interno del palazzo comunale di via Provinciale Schiti.

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