Schiaffo allo Stato a Torre Annunziata, la casa confiscata al boss chiusa dagli abusi edilizi

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Schiaffo allo Stato a Torre Annunziata, la casa confiscata al boss chiusa dagli abusi edilizi

Sul terrazzino che divideva la sua abitazione da quella del parente del boss aveva costruito un mega abuso edilizio. Un’area comune trasformata in una camera da letto con bagno di servizio. Opere fuorilegge che di fatto impedivano l’accesso all’abitazione confiscata che un tempo apparteneva ad un esponente di punta della dinastia criminale fondata dal padrino Valentino Gionta. Succede anche questo a Torre Annunziata. Un immobile strappato alla camorra “prigionierio” degli abusi edilizi. Un appartamento che dovrebbe rappresentare il simbolo di riscatto di una città che invece resta blindato da colate di cemento selvaggio. Una scoperta incredibile che arriva proprio nei giorni in cui si discute del riutilizzo dei beni confiscati e sulla lentezza nelle procedure di assegnazione delle strutture tolte alle cosche. Vicende finite anche nel mirino della commissione d’accesso e della Procura della Repubblica Torre Annunziata. La prova plastica di una gestione non proprio “eccellente” di quel patrimonio che lo Stato ha strappato ai clan in questi anni arriva da via Fiume, traversina di corso Vittorio Emanuele. Nel corso di alcuni controlli di routine i vigili urbani, guidati dal comandante Vincenzo Pagano, hanno messo piede in quel palazzo dove un tempo viveva un pregiudicato ritenuto figura di punta del clan, imparentato con il super boss al 41-bis Valentino Gionta. Qui gli agenti hanno scoperto il mega-abuso realizzato sul ballatoio. Un’opera da dodici metri quadrati complessivi.  L’ampliamento volumetrico ha praticamente reso inaccessibile l’altra abitazione. Dai successivi controlli è venuto fuori che quell’appartamento è stato confiscato alla criminalità organizzata ed è «stato acquisito al patrimonio comunale», come sottolinea in una nota il comando provinciale dei carabinieri (i militari dell’Arma ha partecipato ai controlli). Per questa vicenda è stato denunciato un trentanovenne, ritenuto il committente dei lavori non autorizzati nonché il vicino di casa del ras dei Valentini. L’indagato è un pregiudicato sottoposto a sorveglianza speciale che è finito nei guai per abusivismo. L’inizio, forse, di una lunga serie di controlli per verificare le condizioni in cui versano i beni confiscati in città.

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