Torre del Greco. Una sede «fantasma» e, in ogni caso, non idonea a ospitare le attività oratoriali dei bambini. E’ la principale ragione dell’esclusione della comunità evangelica luterana dall’elenco dei 17 beneficiari dei contributi a pioggia – complessivi 206.000 euro arrivati dal governo per la valorizzazione di iniziative destinate ai minori – distribuiti dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Palomba a parrocchie e congregazioni del territorio. L’avvio del procedimento di revoca dei fondi è stato firmato dalla «super-dirigente» Claudia Sacco al termine dei controlli chiesti e ottenuti dall’opposizione, pronta a sollevare dubbi e perplessità sulla procedura portata avanti dal settore politiche sociali dell’ente di palazzo Baronale. Ma l’estromissione dall’accesso ai comunità evangelica luterana guidata dal presidente Cordelia Vitiello e «cara» all’attuale consulente al welfare Renato Grimaldi potrebbe essere – alla luce delle nuove incongruenze e anomalie riscontrate dagli esponenti della minoranza – solo la prima di una lunga serie.

Il pasticcio-contributi

Il caso dei soldi assegnati «senza criterio» alle chiese del territorio – a dispetto dell’avviso pubblico e dei variegati progetti arrivati all’attenzione dell’amministrazione comunale, tutte gli enti di culto erano stati «premiati» con la stessa somma di 12.144 euro – era stato sollevato prima all’interno della commissione trasparenza guidata dall’ex vicesindaco Romina Stilo e successivamente «ripresa» dal soldato Luigi Caldarola e dal pentastellato Vincenzo Salerno. Arrivati a chiedere, in un documento ufficiale, al responsabile dell’anti-corruzione in municipio – il segretario generale Pasquale Incarnato – lo stop in autotutela dell’intera procedura. Un affondo capace di scatenare fibrillazioni politiche e non solo all’ombra del Vesuvio e a innescare una serie di controlli sulla documentazione prodotta dai beneficiari dei contributi, invitati – entro il termine perentorio di 5 giorni a partire dal 13 ottobre – a comunicare tutta una serie di «particolari» inizialmente ignorati dall’amministrazione comunale. Nel caso della comunità evangelica luterana, poi, a indicare con precisione la sede delle attività oratoriali. Perché, secondo l’allarme lanciato dall’opposizione, si trattava di un garage adibito a locale teatrale: un allarme fondato e veritiero, visto l’esito del successivo sopralluogo effettuato dai responsabili del settore politiche sociali del Comune.

Lo stop ai fondi

Di qui, come scrive la «super-dirigente» Claudia Sacco – passata recentemente al settore welfare dopo il «benservito» dal settore Nu, su richiesta del trasformista dell’opposizione Luigi Mele – la «improcrastinabile esigenza di tendere al principio di ripristino della legalità» e di procedere, allo scopo di scongiurare il rischio di un possibile danno erariale per l’ente di palazzo Baronale, alla revoca dei contributi assegnati dal Comune. Una presa di posizione capace di fare tremare i restanti beneficiari dei finanziamenti arrivati dal ministero della famiglia, visti gli evidenti errori rilevati dall’opposizione in sede di verifica delle documentazioni inviate per accedere ai «fondi-facili» per le attività oratoriali destinati ai minori.

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