La follia di Halloween in penisola sorrentina: gufo preso a fucilate, denuncia Wwf

Salvatore Dare,  

La follia di Halloween in penisola sorrentina: gufo preso a fucilate, denuncia Wwf

Una vera e propria follia di Halloween. Su cui gli ambientalisti lanciano l’allarme chiedendo indagini e interventi per difendere gli animali. A Massa Lubrense, in circostanze tutte da chiarire, è stato rinvenuto un gufo gravemente ferito con un’arma da fuoco. Molto probabile che il rapace sia stato colpito dai pallini di piombo esplosi da alcuni cacciatori. L’animale, prontamente soccorso dai volontari del Wwf Terre del Tirreno, è stato recuperato in un giardino privato situato a Punta Campanella, a Massa Lubrense. Da domenica è curato a Napoli presso il Cras Frullone: si spera che quanto prima possa essere rimesso in libertà. «Il gufo – dice Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno – è un rapace notturno ed è probabile sia stato vittima della consueta caccia di appostamento alla beccaccia che si svolge prima dell’alba e causa, per la scarsa visibilità, l’uccisione di un gran numero di specie protette da parte di cacciatori pronti a colpire qualsiasi cosa si muova nella penombra. Di animali sanguinanti e feriti, anche di specie rare e protette come il gufo se ne contano ormai troppi negli ultimi anni. E’ una vergogna». Non solo: ci sono problemi anche nei soccorsi. Sì, perché come chiarisce il Wwf, «il recupero e il trasporto all’unico centro abilitato alla cura della fauna selvatica in Regione Campania, il Frullone di Napoli, è sempre più un’impresa. La legge attribuisce alla polizia della Città Metropolitana l’incombenza del trasporto, ma nel 90% dei casi non ci sono pattuglie e personale o quest’ultimo è impegnato in altre mansioni. Spesso i veterinari dell’Asl e i cittadini fanno affidamento sulla disponibilità dei volontari del Wwf, che non sempre è garantita. La situazione è insostenibile. Nonostante l’emendamento di legge voluto in commissione ambiente dalle deputate del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro e Paola Deiana, approvato alla Camera in sede di esame della legge di bilancio, che istituisce il fondo nazionale per il recupero della fauna selvatica con una dotazione di un milione di euro annui a decorrere dal 2021. L’unica certezza è che si continua a sparare». «La verità è che in tanti, che imbracciano un fucile da caccia, non hanno alcun rispetto delle leggi che disciplinano l’attività venatoria – dichiara Bruno Cajano, responsabile provinciale delle guardie giurate venatorie Wwf Italia – Il bracconaggio è un fenomeno difficile da estinguere e i cacciatori che sottolineano sempre di non appartenere alla categoria dei “bracconieri”, di fatto, fanno ben poco per denunciare quest’ultimi. Fatta salva qualche rara eccezione. Definire chi imbraccia e utilizza un fucile da caccia come appartenente alla categoria dei “cacciatori” è invece corretto e aiuta a far comprendere il fenomeno diffuso del non rispetto delle regole, da parte di tanti che vagabondano armati convinti di poter fare quello che vogliono nella certezza dell’impunità. Non parliamo solo di uccelli protetti sparati, ma anche di caccia in periodo di silenzio venatorio, con trappole e mezzi non consentiti, nei pressi di strade e case».

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