Abusivismo: sequestro preventivo nel castello di Castellammare di Stabia

Redazione,  

Abusivismo: sequestro preventivo nel castello di Castellammare di Stabia

CASTELLAMMARE DI STABIA – Abusivismo, sequestri al castello di Castellammare di Stabia, bene di interesse storico-culturale sottoposto a vincolo paesaggistico ed ambientale, noto per essere la location di tanti importanti eventi legati al mondo del wedding. Gli agenti di polizia municipale della città stabiese hanno infatti dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, attraverso il quale si è proceduto al sequestro di tre gazebo, altrettante strutture in ferro e di una tensostruttura metallica.

Durante le indagini è emerso che dal punto di vista edilizio ed urbanistico, le strutture interessate dal provvedimento risultano abusive, in quanto realizzate in assenza di titoli edilizi abilitativi ed edificate su un’area soggetta a vincolo storico-culturale e paesaggistico-ambientale in assenza delle prescritte autorizzazioni. Si è accertato, infatti – scrive in una nota il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – che tali opere, già oggetto di un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi emessa il 13 ottobre dal Comune di Castellammare di Stabia, sebbene per le loro caratteristiche tipologiche e strutturali, presentino i caratteri di stabilità e di permanenza – in quanto stabilmente ancorate al suolo, corredate di impianti tecnologici e di binari di scorrimento e insistenti su un’area pavimentata in luogo del preesistente giardino, per un superficie complessiva di 450 mq – sono state realizzate, in parte, sulla scorta di un’autorizzazione stagionale avente ad oggetto opere provvisorie e smontabili e, in parte, in assenza di qualsiasi titolo abilitativo”.

Stando a quanto stabilito dal giudice, le strutture oggetto di sequestro preventivo non sarebbero ammesse dallo strumento urbanistico e sarebbero prive dell’autorizzazione paesaggistica e di quella rilasciata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali. Necessiterebbero inoltre del permesso di costruire, che non sarebbe mai stato rilasciato, in quanto comportano un mutamento della destinazione d’uso urbanisticamente rilevante, dal momento che la zona su cui insistono ha una destinazione di tipo agricolo (frutteto), mentre le stesse sono inquadrabili in opere turistico/ricettive. ”Il sequestro preventivo – spiega ancora Fragliasso – si è reso necessario al fine di impedire la protrazione e l’aggravamento delle conseguenze dei reati accertati e di far cessare la negativa incidenza dell’uso delle strutture sull’equilibrio urbanistico e sull’ordinato assetto e sviluppo del territorio”.

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