Terremoto politico a Torre Annunziata: in consiglio la mozione di sfiducia contro Ascione

Ciro Formisano,  

Terremoto politico a Torre Annunziata: in consiglio la mozione di sfiducia contro Ascione

L’ora della resa dei conti è finalmente arrivata. Entro un mese il consiglio comunale di Torre Annunziata dovrà votare la mozione di sfiducia presentata contro il sindaco Vincenzo Ascione e la sua amministrazione comunale. In queste ore il presidente del consiglio comunale ha ricevuto il documento sottoscritto da 10 consiglieri di opposizione (5 del Partito Democratico e 5 di civiche e partiti della minoranza). Abbastanza per richiedere la discussione in consiglio comunale della mozione, come previsto dallo statuto. Il numero uno dell’assise avrà dai 10 ai 30 giorni di tempo per convocare il parlamentino locale e chiedere ai politici di votare l’atto. Una richiesta, quella dell’opposizione, motivata da una breve ma incisiva premessa. Un documento nel quale si parla di una «situazione politica ingessata dall’inadeguatezza» dell’amministrazione comunale. In ballo c’è anche la questione della corruzione e le responsabilità politiche che la minoranza imputa all’amministrazione a 10 mesi dall’esplosione dello scandalo che ha portato all’arresto e alla condanna, in primo grado, dell’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale. E poi le altre indagini che hanno investito il Comune, a cominciare da quella – tutt’ora aperta – sulla gestione dei beni confiscati alle mafie. Secondo i firmatari del documento, la situazione attuale impone la necessità di affiancare alla commissione d’accesso arrivata in municipio a settembre anche un commissario prefettizio. L’obiettivo dell’opposizione è quello di portare in aula il dibattito sulla sfiducia, evitando il golpe nell’ombra, magari con la raccolta delle 13 firme necessarie davanti ad un notaio. La votazione della mozione, infatti, sarà palese e per appello nominale, in modo che ognuno dei singoli esponenti dell’assise possa spiegare le ragioni dell’appoggio o della sfiducia nei confronti di Vincenzo Ascione. Una scelta legata anche ad un altro elemento: le frizioni manifestate, apertamente, da alcuni componenti dell’attuale maggioranza in questi ultimi giorni. «Quando portate la mozione in consiglio?», la domanda fatta nei corridoi da diversi esponenti dell’amministrazione ai colleghi della minoranza consiliare. E così dall’opposizione è già partito il lavoro ai fianchi dei dissidenti per provare a spingere almeno altri 2 o 3 consiglieri di maggioranza a votare contro Ascione in aula. Una missione non impossibile, almeno secondo i firmatari del documento che rischia di chiudere in anticipo l’avventura di Vincenzo Ascione alla guida della città.

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