Terzigno, bufera sul bilancio: l’opposizione attacca il sindaco

Andrea Ripa,  

Terzigno, bufera sul bilancio: l’opposizione attacca il sindaco

Duecentomila euro per rifare le scuole del territorio e pochi spiccioli prelevati dal fondo di riserva per garantire all’ufficio tecnico di poter continuare a stampare gli atti da sottoporre alla comunità. Le due facce delle casse del Comune di Terzigno. Il Ministero dell’Istruzione garantisce risorse preziose per il restyling degli istituti cittadini da un lato, dall’altro l’Ente è costretto a prelevare dal fondo per cause urgenti dei soldi per l’ordinaria amministrazione. In più è costretto a pagare parcelle d’oro agli avvocati per debiti fuori bilancio, condite dalla strigliata dei revisori dei conti del Comune che ancora una volta «invitano» gli amministratori ad «avviare» le procedure per accertare eventuali responsabilità in merito a questioni economiche a danno della comunità che potrebbero essere evitate. C’è tutto questo in un consiglio comunale, il terzo in tre settimane, convocato per ratificare alcuni provvedimenti indifferibili che altrimenti avrebbero ulteriormente paralizzato l’attività amministrativa. Tra le polemiche sollevate dalla minoranza, scontratasi puntualmente con il silenzio dei fedelissimi del sindaco Ranieri, sorprende anche il mancato voto favorevole del consigliere di maggioranza Pasquale Ciaravola, ancora capogruppo di Fratelli d’Italia e astenutosi ai provvedimenti portati in aula dal sindaco. L’unica notizia positiva per le casse del Comune la dà del sindaco che annuncia l’ottenimento dei fondi per i lavori nelle scuole del territorio. «Dobbiamo ratificare un finanziamento che abbiamo ottenuto dal Ministero dell’Istruzione, 150mila euro per il plesso Avini di via Sant’Antonio e 50mila euro per la scuola elementare di Boccia al Mauro», spiega. E’ l’unico provvedimento che non innesca polemiche, anche se il voto astenuto della minoranza – e del capogruppo di FdI- è un segnale chiaro della distanza, politica ovviamente, tra le fazioni che siedono nell’aula intitolata a Giovanni Paolo II. Per il resto le accuse nei confronti della gestione economica dell’Ente si sprecano. Soprattutto per il prelievo dal fondo di riserva di poche migliaia di euro per toner e stampanti. «Per garantire il regolare funzionamento dell’ufficio tecnico». «Questa è un’amministrazione che ancora una volta deve stravolgere il proprio bilancio per il lavoro ordinario», spiegano Vincenzo Aquino e Stefano Pagano che lanciano strali infuocati nei confronti dell’Ente. «Non siamo stati in grado di prevedere nulla se dopo due mesi siamo di nuovo qui a cambiare tutto quello che è stato votato a luglio. Non ci sono neanche i soldi per le stampanti e dobbiamo prelevarli dal fondo di riserva, ciò significa che questo Comune arranca e le poche risorse che ci sono vengono sprecate e che solo l’intervento del Ministero ci consente di fare i lavori nelle scuole». Parole durissime che rendono il quadro delle condizioni delle casse pubbliche, stavolta a una piccola spesa è stata messa una pezza. Ma il provvedimento varato giovedì sera rappresenta il terzo rattoppo a un bilancio di previsione sconfessato in più punti.

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